Il friulano arriva nell’AI: traduce, trascrive e può anche parlare

Da sinistra: Diego Antonini, Amministratore Unico INSIEL; Eros Cisilino, presidente dell'ARLeF; Sebastiano Callari, assessore regionale ai sistemi informativi.

Il friulano entra sempre più nel mondo dell’intelligenza artificiale. Non solo attraverso la traduzione automatica, ma anche con strumenti capaci di riconoscere la lingua parlata, trasformare testi scritti in voce, analizzare i dati sull’insegnamento nelle scuole e costruire grandi archivi di testi utili allo sviluppo di nuovi sistemi digitali.

Sono alcuni dei progetti presentati a Udine durante l’incontro “Strumenti digitali per le lingue minoritarie: esperienze, strategie e nuovi scenari”, organizzato dall’ARLeF – Agenzia regionale per la lingua friulana e da Beliven in occasione della Giornata europea delle lingue. L’iniziativa ha riunito istituzioni, aziende e professionisti del settore, mettendo a confronto le esperienze del Friuli Venezia Giulia con quelle dell’Alto Adige e del Cantone dei Grigioni.

Una strategia digitale per friulano, ladino e romancio

La giornata si è aperta con il progetto DIGi-RLF, cofinanziato dall’Unione europea nell’ambito del programma Interreg VI-A Italia-Svizzera e dedicato alla trasformazione digitale delle lingue minoritarie.

Il progetto coinvolge come capofila la Ripartizione Amministrazione scuola e cultura ladina della Provincia autonoma di Bolzano e come partner Lia Rumantscha e ARLeF. L’obiettivo è lavorare sulla preservazione e valorizzazione, nell’era digitale, del ladino, del romancio e del friulano, anche attraverso una strategia transfrontaliera comune e lo sviluppo di soluzioni digitali.

A introdurre il tema dello sviluppo di una strategia di trasformazione digitale per le tre lingue è stato Mathias Stuflesser, direttore della Ripartizione Amministrazione scuola e cultura ladina. Andreas Gabriel, segretario generale di Lia Rumantscha, ha affrontato invece il tema della sovranità linguistica nello spazio digitale.

Per il friulano, William Cisilino, direttore dell’ARLeF, ha illustrato gli obiettivi legati alle tecnologie contenuti nel nuovo Piano Generale di Politica Linguistica per la lingua friulana 2026-2030. Il primo panel si è concluso con Samuel Frontull, dottorando in Informatica all’Università di Innsbruck, che ha approfondito la traduzione automatica e le innovazioni tecnologiche applicate alla lingua ladina.

Il traduttore automatico italiano-friulano

Dalla strategia si è passati agli strumenti concreti, oggi in fase avanzata di sviluppo. Il primo è il traduttore automatico italiano-friulano e friulano-italiano, progetto di Regione Fvg, Insiel e ARLeF sviluppato da BIPxTech. A illustrarne il funzionamento sono stati Marco Giacomello, manager di Insiel, e Mirko Zerboni, partner di BIPxTech. Il sistema è ancora in fase prototipale, ma è già in grado di produrre risultati qualitativamente validi.

La traduzione non si limita alla precisione terminologica, ma tiene conto anche del contesto, con l’obiettivo di ottenere risultati più fedeli anche davanti a testi articolati. Il primo utilizzo è previsto nella pubblica amministrazione, mentre in una seconda fase lo strumento sarà aperto al pubblico.

Sul ruolo di Insiel in questo percorso è intervenuto anche l’amministratore unico Diego Antonini: “Il titolo di questo incontro racconta bene una sfida che oggi riguarda anche il mondo della tecnologia: fare in modo che la trasformazione digitale e l’Intelligenza artificiale sappiano valorizzare e preservare le identità linguistiche e culturali del nostro territorio”.

Antonini ha indicato nel traduttore uno degli esempi concreti di questo lavoro: “Il traduttore automatico italiano-friulano e friulano-italiano è un esempio concreto di come l’IA possa aiutare a dare alla lingua friulana un ruolo anche nell’ecosistema digitale e, allo stesso tempo, rendere i servizi più accessibili e inclusivi”.

Il friulano si trascrive e diventa voce

Un altro filone riguarda le tecnologie vocali. Francesco Contin e Federico Grione hanno presentato i progetti di Regione Fvg e ARLeF sviluppati da DITEDI per il riconoscimento e la sintesi vocale in friulano.

Per il riconoscimento è stata realizzata una WebApp che permette di addestrare un modello capace di comprendere gli audio in lingua friulana e produrne una trascrizione in grafia standard. Le applicazioni previste comprendono la trascrizione degli interventi in friulano nelle sedute dei consigli comunali e regionale, la creazione di sottotitoli e il miglioramento dell’accessibilità per le persone con deficit uditivo.

La sintesi vocale segue il percorso opposto: il prototipo è in grado di leggere testi scritti in friulano e trasformarli in audio attraverso voci sintetiche chiare e naturali. Tra le possibili applicazioni ci sono gli avvisi nelle stazioni e sui mezzi pubblici e il supporto alle persone con disabilità.

L’AI per capire come si insegna il friulano

Andrea Pavan, manager di Beliven, ha presentato invece Chat Scuele, la piattaforma web sviluppata da Beliven per Regione Fvg e ARLeF che permette di interrogare e analizzare attraverso un sistema di intelligenza artificiale i dati relativi all’insegnamento curriculare del friulano nelle scuole dell’infanzia e primarie del territorio friulanofono.

La piattaforma trasforma una quantità significativa di dati in uno strumento consultabile in modo immediato e intuitivo e costituisce anche la base tecnologica per sviluppi successivi, tra cui il supporto alla generazione delle relazioni annuali.

Andrea Virgilio, CEO di Beliven, ha sottolineato il ruolo della collaborazione tra pubblico e privato: “La collaborazione tra ARLeF e Beliven, che quest’anno raggiunge il suo secondo appuntamento, è un esempio concreto di come pubblico e privato possano lavorare insieme per dare futuro a un patrimonio linguistico che rappresenta una risorsa di valore e la nostra identità”.

Virgilio ha quindi richiamato proprio Chat Scuele: “Con Chat Scuele, la piattaforma di analisi dati sull’insegnamento del friulano nelle scuole, mettiamo a disposizione delle istituzioni uno strumento concreto per orientare le politiche linguistiche con dati reali, continuando un percorso che crediamo possa diventare un modello replicabile anche per altre lingue e altri territori”.

HERMES, l’archivio di testi per le nuove tecnologie

C’è poi un altro elemento fondamentale per lo sviluppo delle tecnologie linguistiche: la disponibilità di grandi quantità di testi. A presentare HERMES – “Hub pe Elaborazion e Revision Multilengâl pes Espressions Scritis” è stata Beatrice Cocus, manager di infoFactory, la società che ha sviluppato il progetto per Regione Fvg e ARLeF.

La piattaforma è pensata per costruire un ampio corpus di testi tradotti e allineati in italiano e friulano, una base essenziale per creare e addestrare nuovi strumenti digitali. HERMES ha anche un valore strategico come archivio ordinato della produzione scritta in lingua friulana.

Il progetto prevede inoltre una componente partecipativa, con il coinvolgimento di traduttrici e traduttori volontari, chiamati a contribuire alla costruzione del corpus.

ARLeF: “Strumenti avanzati per tutelare e diffondere la lingua”

Per l’ARLeF, l’investimento sulle tecnologie digitali rappresenta ormai una parte importante delle politiche per il friulano. Il presidente Eros Cisilino ha sottolineato il percorso avviato dall’Agenzia insieme alla Regione, a Insiel e agli altri partner.

“Sia attualmente, che in prospettiva futura, è imprescindibile avvalersi di strumenti avanzati che utilizzano l’intelligenza artificiale. Abbiamo iniziato da tempo a lavorare su nuovi sistemi e su nuovi ambienti digitali che operino a tutela e a diffusione della lingua”, ha affermato Cisilino.

Il presidente dell’ARLeF ha quindi evidenziato che i progetti presentati sono arrivati alla fase dei prototipi: “Tutt’oggi questi strumenti, che sono il risultato di un attento lavoro di analisi e di collaudo, si concretizzano in prototipi avanzati che hanno già solidi margini di pronto utilizzo”.

Cisilino ha inoltre spiegato che, dopo una prima fase rivolta alla pubblica amministrazione, gli strumenti potranno essere messi a disposizione di una platea più ampia: “Quanto è stato fatto finora rappresenta un’ottima base per un’ulteriore crescita qualitativa di mezzi che verranno messi a disposizione di tutta l’utenza, dopo una prima fase di appannaggio della sola pubblica amministrazione”.

Callari: “Portare il friulano nei modelli dell’intelligenza artificiale”

Al confronto ha partecipato anche l’assessore regionale ai Sistemi informativi Sebastiano Callari, che ha collegato il percorso tecnologico alla necessità di assicurare una presenza del friulano nei nuovi sistemi di intelligenza artificiale.

“Stiamo lavorando per portare il friulano nei modelli dell’intelligenza artificiale, mettendo a disposizione dati linguistici capaci di rappresentare il nostro territorio. La Regione sostiene questo percorso perché la trasformazione digitale comprende anche la nostra identità linguistica“, ha detto Callari.

L’assessore ha richiamato in particolare il ruolo dei dati nello sviluppo dei grandi modelli linguistici, sottolineando il lavoro della Regione per fare in modo che il patrimonio linguistico friulano possa essere presente nei nuovi sistemi tecnologici.