Latisana, difesa idraulica: 5 milioni per il ripristino della condotta del Varmo

A sessant’anni dalla disastrosa alluvione del Tagliamento del 1966, arrivano nuove risorse per la difesa idraulica e il sostegno all’agricoltura nel territorio di Latisana. La Regione Friuli Venezia Giulia ha stanziato 5 milioni di euro per il ripristino della condotta del Varmo e per i primi interventi sul reticolo idrografico minore, con l’obiettivo di migliorare l’approvvigionamento irriguo e ridurre il rischio di allagamenti.

Il finanziamento, assegnato attraverso la Direzione centrale Difesa dell’ambiente, si articola in due tranche: 2 milioni di euro sono già disponibili e destinati ai primi due lotti, mentre altri 3 milioni saranno inseriti nel bilancio regionale del 2027 per il terzo lotto.

Condotta del Varmo, gara in preparazione

Un passaggio importante verso l’avvio dei lavori è stato compiuto nell’ultima seduta della Deputazione amministrativa del Consorzio di bonifica Pianura friulana, che ha definito le modalità della procedura di gara per ripristinare il tratto interrotto della condotta del Varmo. L’obiettivo è aprire il cantiere entro gennaio 2027.

“L’infrastruttura assicurerà la disponibilità della risorsa idrica a scopo irriguo del fiume Varmo su una superficie di oltre 3000 ettari, che dal comune raggiungerà il comprensorio di Lignano”, spiega il direttore generale del Consorzio, Armando Di Nardo.

L’intervento si inserisce in un più ampio programma di ammodernamento della rete irrigua del territorio. “Recentemente si sono conclusi gli interventi di ristrutturazione del canale principale di adduzione irrigua di tutta l’area del latisanese, realizzati con fondi Pnrr per l’importo di circa 4,5 milioni di euro”, aggiunge Di Nardo.

La rete prevista dal progetto si svilupperà per circa tre chilometri, alternando tratti a cielo aperto e sezioni intubate con una condotta in vetroresina, lungo il sedime demaniale già esistente.

Un canale storico che torna a servire l’agricoltura

Il ripristino recupera un’infrastruttura con una lunga storia legata alla trasformazione agricola del territorio. Come ricorda il responsabile unico del progetto, l’ingegnere Massimo Ventulini, nell’area passava un vecchio canale in terra, realizzato per rendere coltivabili terreni sterili e inutilizzabili.

In origine serviva a “lavare” la salinità dei terreni di Lignano, appena bonificati e sottratti alle acque salmastre. In seguito era diventato un elemento essenziale per lo sviluppo agricolo dei territori lungo il suo percorso, esteso per oltre 30 chilometri.

Negli anni Ottanta, con l’urbanizzazione di Pertegada e il cambiamento dell’economia locale, il canale era stato dismesso. Le necessità del comparto agricolo, tuttavia, erano rimaste e per garantire l’acqua alle aziende si era fatto ricorso anche al pompaggio di acque di riutilizzo da valle verso monte.

La nuova condotta permetterà invece di recuperare il tracciato attraverso una soluzione tecnologica aggiornata. “Sfrutterà esclusivamente il deflusso naturale delle acque a gravità, evitando il pompaggio delle acque di valle”, sottolinea la presidente del Consorzio di bonifica, Rosanna Clocchiatti. “Lo storico tracciato rinasce in chiave moderna e tecnologica grazie a una nuova condotta intubata, progettata per garantire una distribuzione della risorsa idrica costante, controllata e di elevata qualità”.

Interventi contro gli allagamenti a Pertegada

Accanto alla disponibilità d’acqua per l’irrigazione, il programma finanziato dalla Regione riguarda anche la sicurezza idraulica degli abitati. I primi interventi interesseranno il reticolo idrografico minore, che ha il compito di convogliare le acque verso i canali di bonifica e diventa particolarmente importante in presenza di precipitazioni intense.

A Pertegada è previsto il ripristino della rete dei capofossi privati, in gran parte scomparsa nel tempo. Si tratta di fossati che contribuiscono a intercettare e raccogliere le acque prima che raggiungano le abitazioni. Particolare attenzione sarà riservata alla zona di via Casette, esposta al rischio di allagamenti.

“Un’opera solo in apparenza secondaria, ma strategica e capace di garantire benefici tangibili alla sicurezza idraulica della comunità”, osserva Di Nardo.