Pordenone 2027 parte con Miró: in mostra 20 opere mai viste prima

Pordenone si prepara ad accogliere uno dei grandi protagonisti dell’arte del Novecento con una mostra inedita, realizzata appositamente per la città e destinata ad aprire il programma di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027. Dal 22 gennaio al 30 maggio, la Galleria Harry Bertoia ospiterà “Joan Miró. La poesia degli oggetti e della materia”, un’esposizione che riunirà 37 opere: 20 saranno presentate per la prima volta in assoluto, mentre altre 17 arriveranno per la prima volta in Italia.

La mostra è stata presentata in municipio alla presenza del governatore Massimiliano Fedriga, del sindaco Alessandro Basso e dell’assessore alla Cultura Alberto Parigi. Il progetto, curato da Véronique Dupas della Fundació Joan Miró di Barcellona, punta a far conoscere anche gli aspetti meno esplorati della ricerca dell’artista catalano, mettendo in dialogo grafica, pittura, scultura, poesia e sperimentazione sui materiali.

Fedriga: “La cultura è anche economia e turismo”

Per il governatore Massimiliano Fedriga, il carattere inedito dell’esposizione rappresenta un importante elemento di richiamo per Pordenone e per l’intera regione.

“Pordenone Capitale italiana della Cultura si apre con una mostra di rilevanza internazionale e, soprattutto, con un’esposizione unica e per la prima volta presentata al pubblico, che quindi richiederà di venire qui a Pordenone per essere vista. È un elemento di grande forza perché la cultura è anche economia, turismo e capacità di portare valore al territorio”, ha affermato.

Fedriga ha richiamato anche la crescita delle risorse regionali, collegandola alla capacità del Friuli Venezia Giulia di promuoversi e attrarre visitatori e investimenti. “Nel 2018 il bilancio regionale era di circa 4,2 miliardi di euro, mentre lo scorso anno ha raggiunto circa 6,5 miliardi. È la dimostrazione che investire sulla capacità del territorio di farsi conoscere e di attrarre genera ricadute positive anche sulle risorse pubbliche“.

L’obiettivo, secondo il governatore, è fare in modo che l’esperienza di Pordenone 2027 produca risultati anche dopo la conclusione dell’anno da Capitale italiana della Cultura, attraverso la collaborazione tra istituzioni, territorio e soggetti privati.

Il Miró meno conosciuto, tra poesia e oggetti quotidiani

La mostra propone un percorso nell’universo creativo dell’artista catalano attraverso tre temi: poesia, oggetto e materia. Non soltanto dipinti, ma anche opere grafiche, sculture, assemblaggi e libri d’artista, per raccontare una ricerca nella quale tecniche e linguaggi differenti si alimentano reciprocamente.

La prima sezione approfondisce il rapporto tra Miró e gli ambienti letterari e artistici delle avanguardie parigine degli anni Venti. In questo contesto si inserisce anche “Adonides”, il libro d’artista realizzato in collaborazione con il poeta Jacques Prévert, nel quale incisioni e testo concorrono a costruire un’unica composizione.

La seconda parte si concentra sugli oggetti quotidiani, che Miró raccoglieva, accostava e assemblava, trasformandoli in nuove forme e presenze evocative. Elementi comuni, privati della loro funzione originaria, diventavano così parte di composizioni sorprendenti, nelle quali convivono immaginazione, ironia e significati simbolici. Anche le parole e la tipografia assumono un ruolo importante, fino a diventare elementi visivi autonomi.

La terza sezione è dedicata alla sperimentazione sui materiali e sulle tecniche. Particolare attenzione sarà riservata al carborundum, procedimento utilizzato dall’artista per ottenere stampe dalla forte consistenza materica, e all’influenza della calligrafia giapponese, soprattutto dopo il viaggio in Giappone del 1966. Masonite, legno e juta sono alcuni dei supporti non convenzionali attraverso i quali Miró ha ampliato le possibilità della propria ricerca.

Basso: “Un biglietto da visita di respiro internazionale”

Per il sindaco Alessandro Basso, l’esposizione rappresenta il primo grande frutto del percorso verso il 2027 e un’occasione per inserire la città nel circuito delle grandi mostre europee. “Il nome di Pordenone accanto a quello di Joan Miró, uno dei maestri assoluti del Novecento, è un biglietto da visita di respiro internazionale”, ha sottolineato, evidenziando anche le opportunità per l’economia locale e per l’accoglienza di visitatori dall’Italia e dall’estero.

L’assessore alla Cultura Alberto Parigi ha invece posto l’accento sul legame tra il progetto espositivo e la città: “Questa mostra è un progetto espositivo pensato e realizzato appositamente per la città e per il percorso di Capitale italiana della Cultura 2027″. Parigi ha ricordato anche il valore della riqualificazione della Galleria Bertoia, che potrà contare su spazi rinnovati e adeguati a ospitare esposizioni internazionali.

Una Galleria Bertoia pronta per le grandi mostre

La mostra è promossa dalla Regione Friuli Venezia Giulia, attraverso PromoTurismoFVG, e dal Comune di Pordenone. La produzione è affidata a Suazes, in collaborazione con la Fundació Joan Miró di Barcellona, con Crédit Agricole Italia come main partner.

Per Marco Minuz, fondatore di Suazes, il progetto nasce da un lavoro di ricerca condiviso con la Fondazione: “È motivo di grande soddisfazione aver sviluppato questo progetto espositivo in stretta collaborazione con la Fundació Joan Miró. Un progetto di ricerca costruito sulla qualità delle opere per offrire un nuovo approfondimento sul lavoro di uno degli artisti più amati”.

Anche Maribel López Zambrana, direttrice della Fundació Joan Miró, ha evidenziato il valore della collaborazione con Pordenone e la particolarità del nucleo esposto: la mostra permette di approfondire soprattutto l’attività di Miró come incisore e litografo e presenta 20 opere che la Fondazione espone per la prima volta.

L’allestimento sarà arricchito da fotografie, video e una colonna sonora originale composta per l’occasione e ispirata alle opere. Un appuntamento che inaugura il programma espositivo di Pordenone 2027 e che punta a portare in città un pubblico di appassionati e visitatori anche da fuori regione.