Sul web vola l’interesse per il Montasio: è tra i 10 prodotti DOP e IGP che crescono di più

Il Montasio DOP continua a guadagnare popolarità anche online. Negli ultimi dieci anni l’interesse per lo storico formaggio legato al Friuli Venezia Giulia è cresciuto del 48%, un risultato che lo porta al sesto posto in Italia tra i prodotti DOP e IGP che hanno registrato l’aumento maggiore di interesse sul web.

A fotografare la tendenza è uno studio di Affidabile.org, che ha preso in esame 99 prodotti italiani a denominazione protetta, analizzando l’andamento delle visite alle rispettive pagine Wikipedia dal 2016 al 2025. Per ogni regione sono state considerate alcune delle denominazioni con la registrazione più antica.

Il Montasio cresce del 48% in dieci anni

I numeri premiano uno dei prodotti simbolo della tradizione casearia friulana. La pagina dedicata al Montasio registrava nel 2016 una media di 1.174 visite al mese. Nel 2025 la media è salita a 1.738 visite mensili, con un incremento complessivo del 48%.

Una crescita che permette al formaggio DOP, prodotto tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, di entrare nella top ten nazionale e di occupare la sesta posizione assoluta. Il dato assume ancora maggiore rilevanza considerando che la maggior parte dei prodotti analizzati ha seguito la direzione opposta: 62 denominazioni su 99 hanno infatti registrato un calo dell’interesse online nel periodo considerato.

Una storia profondamente legata al Friuli

Il Montasio deve il proprio nome all’omonimo altopiano delle Alpi Giulie e rappresenta da secoli una delle produzioni più caratteristiche del territorio. Le origini della sua lavorazione vengono fatte risalire al XIII secolo, quando le tecniche casearie furono sviluppate e tramandate dai monaci dell’Abbazia di Moggio Udinese, per poi diffondersi nelle vallate della Carnia e progressivamente nel resto del Friuli Venezia Giulia.

Un legame storico che continua dunque a trovare spazio anche nel mondo digitale, dove il Montasio sembra attirare una curiosità crescente.

Davanti al Montasio volano Gorgonzola e Pecorino Romano

A dominare la classifica nazionale è il Gorgonzola, protagonista di una crescita eccezionale: dalle 378 visite mensili medie del 2016 alle 6.161 del 2025, con un aumento del 1.531%. Al secondo posto si trova il Pecorino Romano, con un incremento del 92%, seguito dal Fiore Sardo, cresciuto del 64%.

Davanti al Montasio si collocano anche il Farro della Garfagnana, con il +52%, e il Canino, olio DOP del Lazio, con il +49%. Subito dietro al formaggio friulano si trova invece il Fagiolo di Sarconi, anch’esso in crescita del 48%.

ProdottoRegione/iMedia 2016Media 2025Variazione
1GorgonzolaLombardia, Piemonte3786.161+1.531%
2Pecorino RomanoLazio, Toscana, Sardegna1.2992.497+92%
3Fiore SardoSardegna343562+64%
4Farro della GarfagnanaToscana69105+52%
5CaninoLazio76113+49%
6MontasioVeneto, Friuli Venezia Giulia1.1741.738+48%
7Fagiolo di SarconiBasilicata158234+48%
8Fungo di BorgotaroEmilia-Romagna, Toscana265379+43%
9Focaccia di Recco col formaggioLiguria1.0921.546+42%
10Caciocavallo SilanoCalabria, Puglia, Basilicata, Campania, Molise542711+31%

Molti prodotti tradizionali perdono interesse

Lo studio mette però in evidenza anche un fenomeno opposto. Alcune delle produzioni italiane più conosciute hanno registrato un forte arretramento nelle visite alle rispettive pagine.

La Mortadella Bologna e la Bresaola della Valtellina segnano entrambe un calo dell’80% tra il 2016 e il 2025, mentre lo Speck Alto Adige perde il 79%. Tra le altre denominazioni in forte diminuzione figurano l’Arancia Rossa di Sicilia, con il -76%, e la Lenticchia di Castelluccio di Norcia, con il -60%. I dati sulle visite online, naturalmente, non indicano direttamente quanto un prodotto venga acquistato o consumato, ma rappresentano un indicatore della curiosità e della notorietà che una denominazione riesce a generare tra gli utenti.