È stato trovato senza vita domenica sera nei pressi della sua abitazione a Udine Paolo Codolo, 67 anni. La notizia della sua improvvisa scomparsa ha suscitato grande commozione tra amici, colleghi e ascoltatori che negli anni avevano imparato a riconoscere la sua voce profonda e inconfondibile.
Una voce protagonista delle radio friulane
Codolo aveva iniziato giovanissimo nell’emittenza locale, vivendo da protagonista una stagione importante delle radio private friulane. Nel corso della carriera aveva lavorato con diverse emittenti, tra cui Radio Baccano, Rete Europa e Radio Fantasy, e aveva avuto esperienze anche in televisione.
Il suo timbro era il tratto che più di ogni altro lo distingueva. Lo racconta bene il ricordo di un ex collega, che qualche tempo fa lo aveva incontrato casualmente al bar: “Ci siamo incrociati al bar senza vederci, ma appena ha ordinato un caffè ho riconosciuto la voce.. la sua incredibile voce....Gran professionista dall’ironia intelligente. Ciao Paolo”.
Un altro ex collega ricorda invece gli anni di Radio Fantasy, tra gli Ottanta e i Novanta: “Paolo aveva una caratteristica che era impossibile dimenticare: la sua voce. Profonda, calda, inconfondibile”. Una voce che, scrive, sembrava destinata a fare il DJ professionista.
Tra i ricordi, anche quello dell’ex collega Monica Bertarelli: “Ho appreso la notizia della sua improvvisa scomparsa e l’ho condivisa nel gruppo degli ex colleghi di Radio Italia Network. Da quel momento sono riaffiorati ricordi, episodi, momenti vissuti insieme. E in tutti c’era lo stesso Paolo: allegro, solare, generoso, uno che sapeva stare con gli altri e che si faceva voler bene”.
“Poi c’era la sua voce. E quella era davvero difficile dimenticarla: profonda, elegante, inconfondibile. Una voce che non passava inosservata e alla quale Paolo sapeva dare sostanza con contenuti mai scontati. Perché dietro quella voce c’erano cultura, sensibilità, esperienza e una grande passione per la radio”.
Oltre alla radio, Codolo aveva coltivato la passione per la musica. Era pianista della Pat and Benjamin St. Gervas Blues Band e gli amici ricordano anche la sua inesauribile goliardia. Negli anni successivi aveva cambiato settore, dedicandosi al design d’interni e all’attività imprenditoriale, tra Udine e Manzano.
Codolo lascia il figlio Brando.

