Due generazioni cresciute in mondi completamente diversi, separate da cinquant’anni di cambiamenti, ma forse più simili di quanto si possa immaginare. Arriva su Rai 3 bis “ZetaBoom”, la nuova serie documentaria in lingua friulana che mette a confronto i Baby Boomer e i giovani della Generazione Z, raccontando esperienze, sogni, paure e aspettative attraverso le voci dei protagonisti. Un progetto che porta anche una novità nel panorama audiovisivo regionale: per la prima volta l’intelligenza artificiale generativa diventa parte integrante del racconto in una serie documentaria in friulano.
Prodotta da Agherose, con il sostegno del Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia e in collaborazione con ARLeF e Rai FVG, la serie debutterà martedì 10 novembre alle 21.20 su Rai 3 bis, canale 810. Sette puntate da 25 minuti ciascuna, interamente in friulano con sottotitoli in italiano, per scoprire che cosa unisce e che cosa divide chi aveva vent’anni negli anni Settanta e chi li ha oggi.
Due generazioni a confronto, tra ricordi e vita quotidiana
Il lavoro, le relazioni, la politica, la famiglia, la salute, il tempo libero e il rapporto con sé stessi. Sono questi i sette temi affrontati dalla serie, che mette uno accanto all’altro i racconti di uomini e donne appartenenti a generazioni differenti.
Le testimonianze si intrecciano con immagini d’archivio del Friuli degli anni Settanta e video tratti dai social network di oggi, creando un dialogo tra passato e presente. A emergere non sono soltanto le differenze nelle abitudini e nelle opportunità, ma anche le emozioni e le difficoltà che accomunano giovani di epoche lontane.
Tra i protagonisti ci sono Remo, agricoltore di Camino al Tagliamento che ha dedicato quarant’anni al proprio lavoro, e Chippy, cresciuta a Talmassons, che attraverso il teatro cerca un equilibrio tra la sicurezza di un posto fisso e il desiderio di cambiare. Ci sono poi Amalfia, sedicenne nel 1968 e ancora oggi impegnata nell’attività di un circolo culturale, e Christian, giovane carnico che vive la politica del proprio paese come un servizio alla comunità.
Spazio anche a Marina, estetista che ha trovato nelle proprie clienti amicizie importanti, e a Gabriele, barista per il quale Instagram rappresenta una vetrina, mentre le amicizie più autentiche nascono sul campo da baseball.
L’intelligenza artificiale dà vita ai diari di due ventenni
Una delle particolarità di ZetaBoom è l’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa per ricostruire visivamente i pensieri e le esperienze di due giovani, uno del 1975 e uno dei giorni nostri.
In ogni episodio, due avatar creati con l’AI danno voce ai loro diari personali, costruiti a partire dagli scritti affidati dai testimoni alla produzione e da contenuti rappresentativi dell’universo giovanile raccolti sui social. Le sequenze generate artificialmente vengono integrate con le riprese tradizionali e con i materiali storici provenienti dalla Cineteca del Friuli e dalle Mediateche regionali coinvolte nel progetto “Memorie Animate di una Regione”.
L’obiettivo non è sostituire le testimonianze reali, ma dare forma a ricordi, sensazioni e pensieri che nessuna telecamera dell’epoca avrebbe potuto documentare.
A completare ogni puntata saranno gli interventi del filosofo Damiano Cantone, docente dell’Università di Udine, e della content creator friulana Stella Di Gleria, chiamati a osservare e interpretare il mondo dell’altra generazione.
Una serie che racconta il Friuli e la sua lingua
Il progetto è stato presentato nella Sala Florio dell’Università di Udine, alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni e degli enti che hanno contribuito alla sua realizzazione.
“Dopo STRAordenari, Dorino Minigutti torna con questo nuovo progetto che, ancora una volta, parla della nostra comunità”, ha dichiarato Eros Cisilino, presidente dell’ARLeF. “In ZetaBoom il confronto tra i Baby Boomer e i giovani della Generazione Z offrirà al pubblico spunti di riflessione non banali, così come tutt’altro che banale è stata la scelta di dare voce ai protagonisti attraverso la lingua friulana”.
Per Cisilino, proprio l’utilizzo della lingua madre permette di conservare sfumature ed emozioni che rischierebbero di perdersi nella traduzione: “Sarà bello scoprire, una puntata dopo l’altra, come generazioni tanto diverse, una che ha visto nascere la tv, l’altra nativa digitale, hanno più punti in comune di quanto si possa immaginare”.
A spiegare lo spirito della serie è anche Dorino Minigutti, autore e regista: “Oggi la mia generazione guarda ai giovani con gli stessi luoghi comuni che i nostri padri usavano con noi, e che si riassumono in poche parole: ‘Ai miei tempi…’, ‘Era meglio prima!’”.
“Con ZetaBoom ho voluto vedere che cosa succede incrociando le esperienze di chi ha conosciuto il mondo in modi completamente diversi. Metterle insieme, con le loro paure e i loro sogni, significa costruire un ponte per capire meglio chi siamo oggi e come siamo arrivati fin qui”, ha aggiunto il regista.
Sull’importanza della sperimentazione si è soffermato anche Alessandro Gropplero, presidente del Fondo per l’Audiovisivo del FVG, sottolineando come la serie dimostri che l’intelligenza artificiale possa rafforzare il racconto senza sostituire la visione dell’autore.
Il direttore della sede regionale Rai, Guido Corso, ha invece evidenziato il valore di un progetto capace di utilizzare il friulano come lingua viva, in grado di raccontare anche il presente e i cambiamenti della società.
La prima puntata di ZetaBoom sarà trasmessa il 10 novembre alle 21.20 su Rai 3 bis, mentre gli episodi successivi andranno in onda ogni primo martedì del mese, sempre alla stessa ora. La serie sarà successivamente disponibile anche su RaiPlay.

