Da Udine a Gorizia, si celebra il Giorno del ricordo: “Combattere negazionismi”

Cerimonie da Basovizza a Gorizia, da Udine a Pordenone e Monfalcone.

Da Udine a Pordenone, da Monfalcone a Gorizia fino, immancabilmente, al monumento della Foiba di Basovizza. Si sono tenute in tutta la regione oggi le celebrazioni per il Giorno del ricordo, la ricorrenza istituita con legge nazionale nel 2004 in memoria dei massacri delle foibe e l’esodo giuliano dalmata.

A Basovizza, davanti al monumento nazionale, oltre al sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, non è voluto mancare il governatore Fvg, Massimiliano Fedriga, convinto dell’importanza di celebrare questa giornata per “aumentarne la visibilità” in quanto “con l’avvicinarsi del 10 febbraio si ripresentano rigurgiti negazionisti che dobbiamo condannare con forza“.

Per Fedriga “le istituzioni devono alzare una barriera di dignità, ricordando quella verità storica sui drammi, per troppi anni dimenticati, che i popoli di queste terre hanno vissuto. Su questo la Regione Friuli Venezia Giulia vuole fare la propria parte. Non siamo disposti, infatti, a retrocedere rispetto a una posizione che pretende con chiarezza la verità”.

Contro i negazionismi il governatore ha esortato l’Italia a “mettersi in discussione per le posizioni del passato che hanno visto addirittura consegnare una onorificenza a Tito. Oggi chiediamo una presa d’atto e l’abrogazione immediata della norma che ha reso possibile questo scandalo. La Regione farà pressione verso il Parlamento affinché si proceda, senza più esitazioni, in questa direzione”.

Cerimonia solenne, pur nel rispetto delle normative anti-Covid, anche a Udine dove, a fianco del primo cittadino, Pietro Fontanini, in rappresentanza della Regione c’era l’assessore alle Attività
produttive, Sergio Emidio Bini. “La Giornata del ricordo – ha commentato – deve servire non soltanto a testimoniare la vicinanza della comunità e delle istituzioni alle troppe persone che ancora vivono quel dramma nei racconti dei parenti, che hanno perso i loro cari, che hanno dovuto lasciare le terre natie, che hanno visto distrutti i propri affetti, ma anche a scongiurare il rischio che generazione dopo generazione quel ricordo si affievolisca e che il sacrificio di migliaia di persone, la sofferenza di decine di migliaia di persone, siano stati vani”.

A Pordenone, alla presenza, tra gli altri, del sindaco Alessandro Ciriani, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier. Qui, dopo aver deposto una corona nel piazzale dell’ex Provincia, nel chiostro della biblioteca è stata scoperta una nuova lapide dedicata a Norma Cossetto, studentessa italiana, istriana di un villaggio nel comune di Visignano, uccisa dai partigiani jugoslavi nei pressi della foiba di Villa Surani. “Il valore del ricordo – ha ricordato Zannier – non sta solo nel rendere giustizia alle vittime delle foibe, per troppo tempo dimenticate, ma anche e soprattutto nel portare costantemente all’attenzione di tutti una pagina della nostra storia che possa servire come monito per le generazioni future”.

Manifestazioni si sono tenute anche a Gorizia, dove alcuni rappresentanti della Lega Giovani Fvg, con in testa il coordinatore nazionale Andrea Tommasella, hanno simbolicamente deposto un presente floreale al lapidario nel parco della Rimembranza del capoluogo isontino, che ricorda e riporta i nomi dei 665 italiani deportati, infoibati e trucidati dal regime di Tito. Anche Monfalcone, con in testa la sindaca Anna Maria Cisint, non ha voluto mancare l’appuntamento con una cerimonia nel parco di via Rosselli davanti al monumento che ricorda l’esodo e le vittime delle foibe.

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