Riapertura delle scuole a settembre, i nodi ancora da sciogliere

Le condizioni per la riapertura delle scuole a settembre.

Per il rientro a scuola a settembre, la Regione Friuli Venezia Giulia richiede un aumento dell’organico, soprattutto del personale Ata e dei docenti di sostegno e ulteriori fondi per la sanificazione e per l’edilizia leggera.

“C’è una informale intesa da parte delle Regioni al Piano scuola 2020-21 visto che la ministra Azzolina ha dato garanzie sui due punti fondamentali che la Regione Friuli Venezia Giulia per prima ha ribadito come condizionanti per l’espressione dell’intesa: l’aumento dell’organico, soprattutto del personale Ata e dei docenti di sostegno, e ulteriori fondi per i costi di sanificazione ed edilizia leggera che dovranno essere sostenuti dagli istituti per garantire la sicurezza della didattica in presenza”. Lo rende noto l’assessore regionale all’Istruzione e Università Alessia Rosolen al termine della seduta della Conferenza Stato-Regioni alla quale era presente la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.

“Trovo importante che si sia fatta chiarezza sulla governance, – fa sapere Rosolen – grazie all’istituzione di un tavolo molto più agile, organizzato in regione, per l’avvio dell’anno scolastico; è stato chiarito che in merito all’uso delle mascherine la scelta verrà vagliata a ridosso dell’inizio della scuola; è stata fatta chiarezza sulla didattica senza distanziamento e verrà esclusa la didattica a distanza, se non per motivi urgenti e indifferibili”. “Da parte della ministra – ha reso noto Rosolen – è stato garantito un ulteriore miliardo di euro sulle risorse già previste per l’edilizia leggera ed è stato assicurato un fitto lavoro sui tavoli regionali per arrivare all’incremento degli organici da inserire con una modifica nel decreto Semplificazione o nella conversione del decreto Rilancio”.

“L’organizzazione della ripartenza a settembre in presenza della didattica nei due mesi prossimi sarà indubbiamente onerosa e difficile – ha concluso Rosolen – e andrà risolto anche il nodo del trasporto pubblico locale su cui, tra l’altro il ministro Boccia ha preso un impegno, ma il vero nodo da sciogliere è quello del personale: il Friuli Venezia Giulia, in particolare,
parte da una condizione di carenza di organico molto grave, soprattutto nella fascia del personale Ata e degli insegnanti di sostegno. La Regione – ha concluso l’assessore – è decisa a ottenere il massimo”.

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