“Ristori alle attività di montagna”, la proposta parte da Tarvisio e arriva in Parlamento

La proposta per i ristori alle attività di montagna.

Il Movimento 5 Stelle preannuncia l’impegno con il governo per i ristori alla montagna. E una spinta decisiva, in tal senso, è arrivata dal Fvg, più precisamente da Tarvisio. Ad assicurarla è stato Stefano D’Incà, imprenditore e già assessore comunale, che ne ha parlato ieri in videoconferenza con Luca Sut, parlamentare friulano M5S.

“Ho inviato una lettera al consigliere regionale Mauro Capozzella, il quale mi ha invitato a una videoconferenza con Sut, appartenente alla 10^ Commissione sviluppo e commercio. Ho fatto presente la peculiarità di Tarvisio, che conta su 700 partite Iva a fronte di una popolazione di 4.000 abitanti, di fatto una ogni 6 residenti. Con la chiusura dei confini da ottobre e a prescindere dai colori della zona assegnata alla regione, il fatturato di molti si è praticamente azzerato: qui si lavora quasi esclusivamente con l’estero. Servono interventi mirati”.

E così, Sut, assieme alla collega parlamentare Sabrina De Carlo, ha preso l’occasione per portare la questione inerente l’intera montagna del Friuli a Roma. “Nel prossimo decreto Ristori – affermano i due pentastellati – sarà essenziale sostenere concretamente e con risorse importanti il settore della montagna, gravemente penalizzato da questa emergenza”.

“Con un indotto medio da circa 500 milioni di euro, la montagna invernale è un elemento fondamentale per la nostra regione, la cui economia montana è stata particolarmente colpita in quanto, soprattutto nella zona del tarvisiano, è alimentata principalmente dal commercio transfrontaliero. Per questo abbiamo avviato degli incontri per raccogliere le istanze di tutte le associazioni di categoria e dei territori e ci auguriamo vivamente che il Governo accolga le nostre proposte, predisponendo misure adeguate”, aggiungono De Carlo e Sut.

“Finora, abbiamo presentato e sottoposto all’attenzione del governo diverse iniziative per tutelare le attività di montagna e tutta l’economia vacanziera invernale, ma il perdurare dell’emergenza sanitaria ripropone, aggravando, i problemi per imprese e lavoratori. Non possiamo perdere tempo: per i nostri territori e i nostri concittadini il turismo di montagna rappresenta la principale, quando non l’unica, fonte di sostentamento”, concludono i deputati M5S.

E che la situazione in montagna sia drammatica, visto il probabile ennesimo rinvio dell’apertura degli impianti sciistici, lo testimonia anche Valeria Ghezzi, presidente dell’Anef, associazione nazionale che riunisce i gestori funiviari. “Il rischio che salti l’intera stagione è più che mai reale, purtroppo“, dice. “E questa è una vera tragedia perché per noi c’è anche il dopo – aggiunge -. La nostra ripartenza sarà solo il prossimo Natale. Si tratta di una débacle senza precedenti, non solo per noi ma per tutti i lavoratori”. “Lanciamo un appello al governo affinché pensi ai ristori di questo settore così particolare”, continua Ghezzi.

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