Scuole chiuse in tutto il Fvg da lunedì e zona arancione per 2 settimane nelle province di Udine e Gorizia: c’è la nuova ordinanza di Fedriga

La nuova ordinanza per il Fvg.

Scuole chiuse da lunedì in tutto il Friuli Venezia Giulia e restrizioni agli spostamenti per una parte del territorio regionale. Sono le misure annunciate oggi dal governatore Fvg, Massimiliano Fedriga, per arginare la terza ondata di coronavirus che sta investendo il territorio.

“La scorsa settimana – evidenzia Fedriga – in Fvg l’aumento dei casi ha sfiorato il 60% e c’è stato un deciso incremento delle ospedalizzazioni. La situazione non è stata omogenea ovunque”. Ad avere un elevato peso specifico è stata anche la diffusione della variante inglese del Covid. Nello specifico, la scorsa settimana ha visto un’incidenza di contagi in Fvg di 236.2 casi ogni 100.000 abitanti. Situazioni meno compromesse a Pordenone (106.4) e Trieste (144.3), ben diverso il quadro a Gorizia (220) e Udine (353).

Da qui la decisione, almeno per quanto riguarda gli spostamenti, di prendere scelte differenti. Nelle province di Udine e Gorizia scatterà da sabato, e per due settimane almeno, la zona arancione: non sarà possibile uscire dal proprio comune se non per motivi di lavoro, salute, studio e necessità. Bar e ristoranti rimarranno chiusi, eccetto che per asporto e consegna a domicilio. Nessuna restrizione negli spostamenti a Pordenone e Trieste, con i locali aperti fino alle 18.

Da lunedì, invece, scuole chiuse in tutto il Fvg, senza distinzioni di aree. La misura riguarda medie, superiori e università: “salvi” asili ed elementari. Per una cospicua fetta di ragazzi, dunque, arriva la didattica a distanza.

Il governatore, come detto, firmerà oggi la nuova ordinanza i cui effetti cominceranno nei prossimi giorni. “Abbiamo deciso di non arrivare all’ultimo istante per le nuove scelte – aggiunge Fedriga -: ci sono a disposizione almeno un paio di giorni per comunicare l’ordinanza a tutta la popolazione. Chiediamo un ultimo sforzo ai cittadini della nostra regione, poi spetterà a Unione europea e governo italiano fornire vaccini in modo adeguato. Altrimenti – conclude il presidente – la situazione non sarà più sanabile sotto il profilo economico e dell’istruzione”.

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