Due fratelli di Gemona aprono una rivendita di birra durante il coronavirus

L’iniziativa di due fratelli gemonesi

L’emergenza coronavirus ha costretto molti negozianti a chiudere temporaneamente la propria attività e ha spinto molti a reinventarsi tramite consegne a domicilio o spedizioni. Tra tante chiusure emerge una nuova apertura sul territorio gemonese, legata alla produzione della birra artigianale.

Si tratta di un’attività dedicata alla vendita di birra artigianale che ha l’obiettivo di diventare un punto di raccolta per gli intenditori e gli amanti di questa antica bevanda che nel corso della storia ha visto lo sviluppo di diversi metodi di produzione diventando a tutti gli effetti un prodotto altamente ricercato.

Una passione per la birra e per la sua produzione che si è trasformata in un progetto commerciale legato al territorio friulano, questo è il progetto di due fratelli, Anna e Francesco Facchin.

Francesco, con una laurea in agraria e Anna, laureata in chimica inorganica, hanno coltivato insieme la propria passione per la bevanda, compiendo anche numerosi viaggi in Europa con l’intenzione di studiare i vari metodi di produzione della birra e delle varie tecniche brassicole dei vari stili proposti sul mercato. Dopo un corso Francesco si diploma come Birraio Artigiano e inizia una piccola produzione domestica, sostenuto dalla sorella.

“Abbiamo avuto la possibilità di convertire il nostro hobby in un’attività commerciale che abbiamo notato essere assente sul territorio del gemonese – spiega Francesco -, essendo consci del fatto che l’interesse per una produzione di qualità della birra è aumentato in Friuli negli ultimi anni”.

Il nuovo birrificio prenderà il nome di B.I.G, Birra Indipendente Gemonese, e aprirà al pubblico dopo l’emergenza coronavirus con una mescita e un punto vendita della propria produzione e di quelli che sono reputati dai due birrai come i migliori prodotti offerti dalla regione, ospitando a rotazione diversi birrifici, “per avere sempre qualcosa di nuovo da proporre ai nostri clienti”, spiega Francesco.

Per iniziare il percorso di vendita i due birrai affideranno le proprie ricette ad un birrificio già esistente, auspicandosi di avere tra qualche anno la forza economica di comprare un impianto proprio. “Ci auspichiamo a breve di avere un nostro birrificio gemonese – commenta Anna -, abbiamo scelto l’aggettivo indipendente perchè vogliamo porci fuori dalla grande distribuzione, creando un mercato quasi di nicchia volto ai veri appassionati, dove potremo creare anche una vera e propria scuola di cultura della produzione della birra”.

Dopo Pasqua, in attesa dell’apertura al pubblico, sarà possibile richiedere la consegna a domicilio dei prodotti realizzati dai birrai. Le birre proposte saranno di tipologia IPA e Porter e in futuro si orienteranno verso specialità stagionali utilizzando materie prime del territorio friulano, cercando una sinergia insieme all’ambiente in cui si sviluppa questa nuova produzione aumentando gli stili da offrire.

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