Cineteca del Friuli, il progetto di un “bunker” per le pellicole in nitrato: sarebbe il primo in Italia

Il vice governatore con delega alla Cultura Mario Anzil in visita alla Cineteca del Friuli a Gemona del FriuliIl vice governatore con delega alla Cultura Mario Anzil in visita alla Cineteca del Friuli a Gemona del Friuli

Mettere in sicurezza il patrimonio cinematografico più fragile e “pericoloso”: è questo l’obiettivo del progetto al vaglio della Regione Friuli Venezia Giulia per la Cineteca del Friuli di Gemona. Durante una visita alla struttura, il vicegovernatore Mario Anzil e l’assessore alle Finanze Barbara Zilli hanno valutato la possibilità di ampliare la sede attuale con una struttura specifica.

Il nuovo edificio, in cemento armato, servirebbe a ospitare le pellicole in nitrato di cellulosa, un supporto di immenso valore storico ma estremamente delicato e infiammabile. Se l’opera venisse realizzata, si tratterebbe dell’unico archivio in Italia progettato con standard di sicurezza specifici per questo tipo di materiale, trasformando Gemona in un polo di conservazione d’avanguardia.

Il valore della memoria: dai “Muti” al terremoto

La Cineteca, realtà fondata negli anni Settanta e nota a livello mondiale per le Giornate del Cinema Muto (organizzato assieme a Cinemazero di Pordenone), non custodisce solo i capolavori delle origini, ma anche l’identità visiva del territorio.

Tra i tesori conservati a temperature controllate (4 gradi e 35% di umidità) figurano infatti i filmati del terremoto del 1976, un archivio della memoria che la Regione intende valorizzare ulteriormente. “La Cineteca del Friuli rappresenta una realtà di assoluta eccellenza e custodisce un patrimonio cinematografico di valore inestimabile – hanno dichiarato congiuntamente Anzil e Zilli -. La Regione intende affiancare l’associazione nel percorso di crescita della struttura, affinché possa continuare a conservare e rendere fruibile alla comunità un patrimonio culturale straordinario”.

La ricerca dei fondi e la prospettiva europea

Il passaggio dalla valutazione alla pratica dipenderà dal reperimento delle risorse necessarie. L’assessore Zilli ha aperto alla possibilità di inserire l’intervento nella programmazione dei fondi europei PR FESR 2021-2027, che già sostengono la divulgazione del materiale audiovisivo legato al sisma.

“Guardiamo ora anche alla possibilità di rafforzare le infrastrutture di conservazione, a partire dal materiale più antico su supporto in nitrato”, ha spiegato Zilli, immaginando uno sviluppo che permetta alla Cineteca di essere sempre più accessibile. Il vicegovernatore Anzil ha aggiunto che l’impegno sarà quello di “verificare le opportunità offerte dai fondi comunitari, ministeriali o regionali”, sottolineando come conservare questo materiale significhi rafforzare l’identità culturale friulana e offrire nuove opportunità di crescita al territorio.

Un polo tecnologico per il futuro del cinema

Accompagnati dal sindaco Roberto Revelant e dai fondatori Piera e Livio Jacob, gli esponenti della Giunta hanno visitato i laboratori dove oggi avviene l’analisi e la digitalizzazione dei rulli. Il progetto di ampliamento prevede locali di conservazione blindati, essenziali per fermare il decadimento chimico della celluloide.

“Si tratta di un’attività strategica – ha concluso Anzil – perché questo luogo può diventare sempre più uno spazio di incontro tra cultura e comunità“. L’obiettivo finale resta quello di trasformare la protezione fisica dei beni culturali in una risorsa viva e fruibile per il sistema culturale regionale e internazionale.