Il nuovo corso dell’ospedale di Gemona, diventerà un fiore all’occhiello per la cardiologia

All’ospedale di Gemona riapre anche punto primo soccorso.

Venti milioni di euro in assestamento di bilancio da investire nei presidi ospedalieri del Friuli Venezia Giulia di cui una parte dedicata al territorio gemonese che, con i finanziamenti regionali e del Pnrr, potrà contare complessivamente sulle due fonti di copertura su circa una decina di milioni.

Lo ha comunicato il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia, con delega alla Salute, Riccardo Riccardi durante la riunione voluta per fare il punto sulla ripartenza e sulla riorganizzazione del presidio ospedaliero di Gemona del Friuli assieme agli amministratori del territorio e accompagnato dall’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli con il direttore generale di Asufc, Denis Caporale.

“Il progetto illustrato rientra nella legge di riforma approvata a dicembre 2019 – ha indicato Riccardi – dove Gemona del Friuli ricopre un capitolo a sé, poi è arrivata la pandemia. Ora ripartiamo ma attualizziamo il progetto alle condizioni di oggi, diverse rispetto a quella che conoscevamo prima
dell’emergenza sanitaria e con strumenti innovativi”.

Riabilitazione cardiologica.

Le risorse saranno orientate a implementare un’importante riqualificazione delle strutture esistenti con particolare attenzione alla riabilitazione cardiologica, al centro della riforma, la cui attuazione è stata rallentata dall’imprevedibile pandemia. L’ospedale riprenderà presto le attività sospese, ma vedrà anche nuovi assetti.

“La parte dedicata alla riabilitazione è senza dubbio innovativa – ha indicato Riccardi -, ma non verranno meno altre attività che continueranno, mentre altre si trasformeranno secondo il Piano di resilienza e di ripartenza“.

Tra gli aspetti segnalati da Riccardi, sempre riferiti alla manovra finanziaria, ci sono anche i 5 milioni di euro per il personale con un piano straordinario di retribuzione a tutti coloro che sono stati in prima linea nella lotta al Covid-19.

La riorganizzazione dell’ospedale.

La riorganizzazione dell’ospedale prevede per il presidio degenze intermedie 8 posti letto per l’hospice (II piano ala Nord), 8 per le unità speciali per l’assistenza protratta (Suap) (II piano ala Nord), 20 per l’ospedale di comunità (II piano ala Sud) e 26 per la post acuzie (II piano ala Sud).

Tutte le degenze intermedie occuperanno il secondo piano, mentre al terzo, negli spazi utilizzati dalla Rsa Covid, verrà ospitata l’attività di riabilitazione cardiologica e neurologica dotata di 32 posti letto dedicati. La Chirurgia ambulatoriale complessa verrà svolta nelle 4 sale operatorie esistenti di cui due ambulatoriali, il pre e post intervento sarà gestito al primo piano (14 posti letto e 6 poltrone dedicati) per interventi che richiedono una complessità anche dal punto di vista
dell’osservazione post-intervento.

Il Punto di primo intervento, attualmente sospeso a causa dell’emergenza Covid-19, sarà riattivato e comprende, fra le attività, quella di emergenza territoriale 118 e di primo soccorso. Verranno ripristinati i locali precedenti: 2 ambulatori generali, 1 per la piccola chirurgia, uno per il trattamento e stabilizzazione del malato critico. Verranno ripristinati anche i doppi percorsi verde e blu e verranno individuati anche due locali per l’attività del medico di Continuità assistenziale, per la Cri e il Point of care test (Poct).

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