Un bacino artificiale da 22mila metri cubi per contrastare la siccità e garantire acqua ai vigneti dei Colli Orientali del Friuli. È l’opera in fase di realizzazione a Manzano, dove oggi, 4 novembre, si è svolto un sopralluogo istituzionale al cantiere promosso dal Consorzio di bonifica Pianura friulana. L’intervento nasce dalla necessità di affrontare periodi sempre più frequenti di siccità prolungata e precipitazioni irregolari, fenomeni che mettono a rischio le coltivazioni di pregio del territorio.
Alla visita hanno partecipato l’amministrazione comunale di Manzano, i rappresentanti delle organizzazioni agricole Coldiretti, Confagricoltura, CIA e COPAGRI, insieme ai vertici e ai tecnici del Consorzio. L’occasione ha permesso di verificare lo stato di avanzamento dei lavori e discutere delle strategie per garantire una gestione più efficiente delle risorse idriche.
Un invaso da 22mila metri cubi per proteggere i vigneti
Il progetto prevede la realizzazione di un bacino di accumulo da 22mila metri cubi, ricavato sfruttando in parte il naturale declivio del terreno di un’ex cava. L’invaso sarà impermeabilizzato attraverso apposite geomembrane, necessarie per limitare le perdite d’acqua e impedire che le infiltrazioni possano compromettere la stabilità degli argini. “L’opera riguarda l’escavo di un invaso a scopo irriguo di 22.000 metri cubi di volume – spiega Alessandra Tonelli, responsabile unica del progetto – ricavato in parte da un naturale declivio del terreno, esito di una ex cava”.
Il funzionamento del bacino consentirà di accumulare l’acqua nei periodi di maggiore disponibilità, soprattutto in autunno e primavera, per utilizzarla durante l’estate, quando le colture risentono maggiormente della carenza idrica. “Attraverso l’invaso di accumulo si potrà stoccare la risorsa idrica nelle fasi di maggiore disponibilità per distribuirla con irrigazione di soccorso nei momenti di picco dello stress idrico estivo. L’intervento contribuisce alla sostenibilità produttiva delle aziende agricole, alla protezione della qualità vitivinicola e a una gestione razionale della risorsa idrica di fronte alla sfida del cambiamento climatico”, aggiunge Tonelli.
Gli impianti di pompaggio sono progettati per servire circa 200 ettari di coltivazioni di pregio. Grazie a un primo finanziamento di 3,6 milioni di euro, attualmente utilizzato per i lavori in corso, sarà possibile irrigare 156 ettari. L’estensione della rete ad altri 40 ettari circa dipenderà invece dall’arrivo di ulteriori risorse.
L’acqua destinata all’irrigazione sarà prelevata dalla falda freatica attraverso due pozzi e distribuita mediante una rete di condotte in pressione ad alta efficienza, con l’obiettivo di ridurre gli sprechi e ottimizzare l’utilizzo della risorsa.
Quattro invasi nei Colli Orientali: gli altri progetti
Quello di Manzano è il primo intervento di un programma più ampio che comprende quattro invasi finanziati dalla Regione Friuli Venezia Giulia nel 2023 con oltre 13 milioni di euro, con l’obiettivo di limitare i danni provocati dalla siccità alle produzioni agricole. “In soli tre anni – evidenzia il direttore generale del Consorzio, Armando Di Nardo – gli invasi sono stati progettati poiché costituiscono ormai una necessità per adattarsi ai cambiamenti climatici e sostenere il reddito delle aziende agricole”.
Oltre al bacino di Manzano, già in costruzione, è previsto un invaso a Corno di Rosazzo, per il quale si attendono la variante urbanistica comunale e le autorizzazioni regionali necessarie ad affidare e avviare i lavori. Altri due bacini sono programmati a Premariacco, ma le risorse attualmente disponibili non sono sufficienti per completarli.
“Siamo, però, fiduciosi che verranno stanziate le somme necessarie già nella prossima legge finanziaria. Sono poi in fase di progettazione altri invasi, per i quali è stato richiesto il finanziamento nazionale”, aggiunge Di Nardo.
La lotta alla siccità passa anche dal risparmio idrico
Il sopralluogo ha rappresentato anche un momento di confronto sulle strategie da adottare per affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici sull’agricoltura friulana.
“Il sopralluogo ha offerto l’opportunità a organizzazioni di categoria e autorità locali di verificare di persona l’avanzamento dei lavori e di confrontarsi sulle future strategie anti siccità nel Friuli Venezia Giulia”, commenta la presidente del Consorzio, Rosanna Clocchiatti.
“La risorsa idrica è preziosa e va calibrata attentamente tra i diversi usi. Nel caso dell’uso irriguo, di cui il Consorzio presidia la gestione nel proprio comprensorio, stiamo lavorando quanto più possibile su progetti di risparmio e di razionalizzazione della risorsa idrica”, sottolinea la presidente.
La realizzazione dei bacini, tuttavia, non rappresenta da sola una soluzione definitiva. “Gli invasi sono una risposta parziale al problema e funzionali a un determinato territorio e principalmente alla coltivazione vitivinicola e ad altre colture di pregio”, precisa Clocchiatti.
Per affrontare la siccità serviranno quindi interventi diversificati, dalla trasformazione degli impianti irrigui tradizionali a scorrimento in sistemi a pioggia all’ammodernamento delle infrastrutture esistenti, fino alla manutenzione dei canali utilizzati per il trasporto dell’acqua.
Un insieme di opere che punta a rendere l’agricoltura dei Colli Orientali più resistente ai cambiamenti climatici, salvaguardando le produzioni vitivinicole e il lavoro delle aziende del territorio.

