Imparare ad andare in bici per essere più libere: il corso dedicato alle donne

A volte basta una cosa che può sembrare piccola, quasi banale, per cambiare la vita di una persona. Come imparare ad andare in bicicletta. Per molte donne, infatti, saper pedalare significa conquistare una libertà che prima non avevano: potersi spostare da sole, raggiungere il lavoro, andare a scuola o semplicemente muoversi senza dipendere da qualcun altro.

È da questa idea che nasce il corso organizzato a Monfalcone dall’associazione FIAB Isontino e Basso Friuli – Bisiachinbici APS, un’iniziativa dedicata alle donne che ha raccolto l’adesione di oltre quindici partecipanti residenti in città e nel Mandamento.

A raccontare l’esperienza è il consigliere regionale di Casa Civica Enrico Bullian, che nel fine settimana ha fatto visita alle attività. A rendere possibile il progetto sono state otto volontarie dell’associazione, impegnate a insegnare alle partecipanti ad andare sulle due ruote.

La bicicletta come strumento di autonomia

L’iniziativa ha anche un significato sociale che va oltre la mobilità sostenibile. Come sottolinea Bullian, in alcune realtà e per determinati gruppi di persone l’accesso agli spostamenti autonomi può essere condizionato da fattori economici e culturali. È il caso, in particolare, di alcune donne e ragazze con background migratorio.

Imparare a usare la bicicletta può quindi diventare uno strumento concreto per raggiungere luoghi di lavoro, studio e socialità, ma anche per partecipare più pienamente alla vita della comunità. “Imparare ad andare in bicicletta significa acquisire uno strumento concreto per muoversi in autonomia“, osserva il consigliere regionale, che considera esperienze come quella di Bisiachinbici un esempio di inclusione da sostenere e replicare.

La proposta di legge per sostenere i corsi

Bullian collega l’esperienza alla propria proposta di legge per promuovere la coesione sociale a Monfalcone e nel Mandamento, presentata in Consiglio regionale. In particolare, l’articolo 27 prevede misure per incentivare la mobilità ciclabile come strumento di inclusione, con particolare attenzione alle donne che hanno un accesso limitato a mezzi di trasporto autonomi.

Il testo prevede contributi fino a 30mila euro destinati alle associazioni senza scopo di lucro per organizzare corsi dedicati all’utilizzo e alla manutenzione della bicicletta, oltre a iniziative per promuovere la conoscenza del territorio e l’integrazione sociale.

“Esperienze concrete come quella realizzata a Monfalcone dimostrano che la mobilità sostenibile non è soltanto una questione ambientale o infrastrutturale, ma anche uno strumento di emancipazione, pari opportunità e coesione sociale“, conclude Bullian.