Mascherine abbassate e bestemmie contro la polizia in un bar di Pordenone

L’episodio si è verificato a Pordenone.

Nella mattinata odierna, sabato 12 dicembre, personale dell’Ufficio Polizia Amministrativa e di Sicurezza e dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico – Squadra Volante – della Questura di Pordenone hanno eseguito il provvedimento di sospensione per 25 giorni, nei confronti dell’esercizio pubblico “Bunny Bar” di Pordenone, in via Giuseppe di Vittorio, 1.

Il provvedimento è stato disposto a seguito del grave episodio verificatosi alle ore 18.30 di martedì 8 dicembre. Infatti, nella circostanza, una pattuglia dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico “Squadra Volante”, unitamente ad un equipaggio della Guardia di Finanza di Pordenone, durante il servizio di contrasto e contenimento della diffusione del virus COVID 19, transitando in Pordenone, via Giuseppe di Vittorio, notavano all’interno di un grande gazebo chiuso a protezione del plateatico e facente parte integrante del pubblico esercizio “Bunny Bar”, un gruppo di persone sedute al suo interno.

Veniva, quindi, effettuato un controllo, essendo ormai trascorso l’orario di chiusura al pubblico previsto per le ore 18, riscontrando come gli avventori fossero in più di quattro seduti attorno ad un tavolo, intenti ad effettuare consumazioni. Il personale operante, quindi, contestava al titolare ed ai clienti la violazione della normativa anti-covid, quando, lo stesso gestore, assumeva un atteggiamento provocatorio ed ostile iniziando a bestemmiare nei confronti delle forze dell’ordine, abbassandosi la mascherina in segno di sfida e riprendendo con il cellulare gli stessi poliziotti.

Ancora, lo stesso, oltre alle riprese video, effettuate in modo provocatorio, criticava esplicitamente, alla presenza degli avventori, l’operato dei poliziotti, infervorando il clima e “caricando” emotivamente i clienti. Infatti, gli avventori, a vario titolo, supportati dall’atteggiamento del titolare, ponevano in essere una serie di atteggiamenti di evidente insofferenza verso gli agenti intervenuti.

Malgrado i ripetuti inviti alla calma ed ad indossare la mascherina da parte degli agenti, un avventore, in evidente stato di ebrezza alcolica, passava alle vie di fatto strattonando un operatore di polizia, che si vedeva costretto a bloccare l’uomo, che successivamente veniva accompagnato negli uffici della Questura ed indagato per resistenza a Pubblico Ufficiale e sanzionato per ubriachezza e violazione della normativa volta a prevenire il diffondersi della pandemia.

Dagli accertamenti sul posto, oltre al clima aggressivo ed intimidatorio, si riscontrava come, ad eccezione di un avventore, tutti gli altri risultavano essere gravati, a vario titolo, da precedenti penali di polizia, per reati in materia di stupefacenti, detenzione abusiva di armi, truffa, ricettazione, spendita di monete false, violenza sessuale, bancarotta fraudolenta, furto, reati in materia finanziaria, guida in stato di ebrezza alcolica, percosse, possesso ingiustificato di chiavi alterate, oltraggio, violenza e resistenza a pubblico ufficiale e favoreggiamento.

Lo stesso titolare del bar, un 47enne residente in provincia, risultava essere già stato destinatario di un avviso orale del Questore di Pordenone, notificato nel 2017. Alla luce di quanto accertato, essendo risultato l’esercizio “Bunny Bar” luogo di ritrovo di soggetti pregiudicati e che tali circostanze si sono oggettivate nel corso del controllo in termini di criticità sotto il profilo dell’ordine pubblico e della sicurezza pubblica, culminate con l’aggressione nei confronti di un Agente di Polizia, sussistendone i presupposti normativi previsti dall’articolo 100 del T.U.L.P.S., nella odierna mattinata è stato eseguito il provvedimento di sospensione della licenza per giorni 25, disposto dal Questore della Provincia di Pordenone Marco Odorisio. Al gestore del “Bunny Bar è stata, altresì, comminata la sanzione della pena pecuniaria di 400 euro, con la chiusura del locale per cinque giorni, applicata già la sera dell’8 dicembre.

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