Lo scontro tra Regione e Comune di Udine si allarga e diventa sempre più duro. Dopo le polemiche sui fondi al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, il confronto tra il vicepresidente regionale Mario Anzil e il sindaco Alberto Felice De Toni si sposta anche sui grandi finanziamenti destinati al capoluogo friulano, dal Carnera alla riqualificazione di Borgo Stazione.
Il vicepresidente della Regione, con delega a Cultura e Sport, ha attaccato l’amministrazione comunale sostenendo che ci siano oltre 33 milioni di euro concessi a Udine e ancora non utilizzati. Un’accusa respinta dal sindaco, che parla di confronto spostato su temi diversi rispetto alla questione iniziale e invita a mantenere il dibattito sul piano istituzionale.
L’affondo di Anzil sui fondi fermi
Per il vicepresidente della Regione, la questione non sarebbe tanto legata ai fondi contestati per il Giovanni da Udine, quanto alle somme ben più consistenti già destinate al capoluogo friulano e ancora non trasformate in cantieri. Nel mirino ci sono soprattutto i finanziamenti per il Carnera e quelli per Borgo Stazione, per un totale che supera i 33 milioni di euro.
Anzil richiama in particolare i 20 milioni stanziati per il palazzetto, trasferiti nel 2024 al Comune, e gli ulteriori 3,5 milioni destinati alla prima fase di ristrutturazione dell’impianto. Secondo il vicepresidente, quelle risorse sarebbero rimaste bloccate senza che l’amministrazione sia riuscita a dare seguito all’intervento.
A queste somme si aggiungono i 10 milioni per Borgo Stazione, inseriti nell’assestamento di bilancio regionale dello scorso anno e pensati per sostenere la riqualificazione urbana e intermodale del quartiere. Anche in questo caso, secondo Anzil, il Comune avrebbe ottenuto le risorse ma non sarebbe stato in grado di procedere.
Il nodo del Carnera e il progetto dei privati
La partita del Carnera, però, resta complessa. Il finanziamento regionale era legato all’ipotesi di ampliamento e rilancio del palazzetto, ma il progetto atteso dai privati non è mai stato depositato. Una circostanza che ha progressivamente reso più difficile la strada inizialmente immaginata.
Proprio su questo punto si concentra una parte della replica del sindaco. De Toni respinge l’accusa che i fondi siano fermi per responsabilità del Comune e ricorda che, senza un progetto presentato dai soggetti privati coinvolti, l’amministrazione non può procedere come se nulla fosse.
Borgo Stazione e Udine Mercati
Nel confronto è finita anche Borgo Stazione, uno dei quartieri più delicati della città e da tempo al centro di ipotesi di riqualificazione. I 10 milioni regionali, però, sono legati a un percorso di partenariato pubblico-privato: per attivare l’intervento serve quindi anche un soggetto privato disposto a entrare nell’operazione. Un passaggio che, almeno finora, non risulta essersi concretizzato.
Anzil ha poi richiamato anche il caso di Udine Mercati, sostenendo che il Comune non sia riuscito a utilizzare gli 8 milioni concessi per l’intervento, poi recuperati dalla Regione. Un precedente che, nelle parole del vicepresidente, confermerebbe le difficoltà dell’amministrazione comunale nel mettere a terra i finanziamenti ricevuti.
La replica di De Toni: “Sul Teatro scelta politicamente inopportuna”
Il sindaco, però, non accetta che la discussione venga spostata dal Teatro ad altri dossier cittadini. Per De Toni, il punto di partenza resta la riduzione dei finanziamenti al Giovanni da Udine, una scelta che giudica sbagliata sul piano politico e istituzionale.
“La scelta del Vicepresidente Anzil di ridurre i finanziamenti al Teatro Nuovo Giovanni da Udine è politicamente inopportuna”, afferma De Toni. Il sindaco sottolinea il ruolo del teatro nella vita della città, mettendolo sullo stesso piano delle principali istituzioni udinesi. “Il Teatro è una grande istituzione della città, così come lo sono l’Università e l’Ospedale. Ridurne le risorse significa indebolire una parte importante della vita culturale e civile di Udine. Farlo in una fase in cui le finanziarie regionali dispongono di risorse sempre più consistenti rende questa decisione difficilmente comprensibile”.
Per De Toni, quindi, richiamare il Carnera nel mezzo della polemica sui fondi alla cultura significa allontanarsi dal merito della questione. “Se il tema è il Teatro, spostare il confronto su altri argomenti, come sta facendo il Vicepresidente Anzil ad esempio con il Carnera, è fuorviante”.
“Il confronto non diventi offesa personale”
Nella replica, il sindaco interviene anche sui toni dello scontro. De Toni giudica inaccettabili alcune espressioni attribuite ad Anzil nei confronti del Comune e della giunta. “Quanto alle parole da lui usate in questi giorni, definire il Comune di Udine ‘un ente inutile’ è un’affermazione che lasciamo al giudizio di chi legge. Definire la Giunta comunale composta da ‘incapaci’ abbassa invece il confronto politico al piano dell’offesa personale”.
Il primo cittadino rivendica infine la volontà di mantenere il confronto sul piano istituzionale. “Sono un uomo delle istituzioni e continuo a credere che il dialogo istituzionale debba venire prima dei colori politici. Non ci faremo trascinare nell’abisso della delegittimazione dell’avversario politico. Continueremo a chiedere risposte nel merito, con rispetto istituzionale e nell’interesse della città”.
Una frattura sempre più evidente
La vicenda conferma una distanza sempre più marcata tra la Regione e il Comune di Udine. Da un lato Anzil accusa palazzo D’Aronco di lasciare inutilizzate risorse importanti, dall’altro De Toni respinge l’attacco e riporta la discussione sul taglio dei fondi al Teatro, chiedendo un confronto nel merito e non sul terreno dello scontro personale.
Sul tavolo restano però questioni decisive per il futuro della città: il destino del Carnera, la riqualificazione di Borgo Stazione, il rapporto con la Regione e il sostegno alle istituzioni culturali udinesi. Dossier diversi, ma ormai intrecciati in una polemica politica che sembra destinata a proseguire.
