Un banchetto della limonata per guadagnarsi un sogno, quello di comprare un Ciao: il caso di Pradamano ha raggiunto la ribalta nazionale, diventando una delle storie d’estate finite al centro dell’attenzione. Ora, dopo la diffusione di diverse ricostruzioni, la Polizia locale della Comunità del Friuli Orientale interviene per raccontare cosa è accaduto durante il controllo e chiarire i contorni della vicenda.
L’intervento degli agenti era scattato nella mattinata di martedì 4 agosto dopo una segnalazione arrivata al Comando relativa a una possibile attività di somministrazione di alimenti e bevande senza i necessari requisiti igienico-sanitari.
Il controllo dopo la segnalazione
Alle 10.30 il personale della Polizia locale si è recato nelle pertinenze dell’abitazione segnalata, nel centro abitato di Pradamano. Al momento della verifica, però, gli operatori non hanno trovato né il banchetto né ragazzi impegnati nella presunta attività di vendita o distribuzione di prodotti ai passanti.
Poco dopo si è avvicinata una persona uscita dal cancello dell’abitazione, che si è presentata come il padre di uno dei ragazzi coinvolti. L’uomo ha confermato agli agenti che il figlio, 13 anni, insieme ad altri due coetanei, nei giorni precedenti aveva organizzato un piccolo banchetto per offrire ai passanti limonata, caffè, biscotti, krapfen e altri pasticcini.
Secondo quanto riferito dal padre, il ragazzo in quel momento si trovava in vacanza al mare e l’attività sarebbe dovuta riprendere nei giorni successivi, fino all’inizio delle scuole a settembre.
“Nessuna multa e nessuna denuncia”
Durante il confronto con gli agenti, il padre ha detto agli agenti che non c’era alcun tipo di autorizzazione per la somministrazione di bevande e di alimenti al pubblico in tali locali e che non era al corrente della normativa .
La Polizia locale ha quindi fornito le informazioni necessarie, spiegando che per proseguire un’attività di questo tipo sarebbero stati necessari specifici requisiti e titoli autorizzativi, in particolare per quanto riguarda la somministrazione di alimenti e gli aspetti igienico-sanitari.
L’intervento si è concluso dopo circa venti minuti. Il Comando precisa che non è stata contestata alcuna violazione, né amministrativa né penale, e che non sono stati adottati provvedimenti nei confronti dei ragazzi o della famiglia (né ammonimenti né denunce).
Gli operatori chiariscono inoltre di non aver avuto alcun incontro con i tre giovani coinvolti, né prima né dopo il controllo, ma di essersi confrontati esclusivamente con il padre di uno di loro.
La precisazione dopo le polemiche
La Comunità del Friuli Orientale e il Comune di Pradamano hanno diffuso il comunicato per ricostruire puntualmente l’accaduto dopo la risonanza mediatica della vicenda.
“L’attività svolta è stata prettamente di carattere informativo e preventivo“, spiegano gli enti, sottolineando che il controllo era nato da una segnalazione ricevuta dal Comando e rappresentava quindi un atto dovuto.

