Comune di Udine e Demanio ai ferri corti per una baracca abusiva nel campo rom

Il Comune di Udine ha deciso di adire le vie legali contro il Demanio.

Demanio e Comune di Udine ai ferri corti. E così si ricorre ai tribunali. Tutta nasce da una casetta che si trova nel campo rom di via Monte sei Busi. Il Comune vorrebbe abbatterla perché “isolata, non abitata, realizzata con strutture potenzialmente combustibili e con manto di copertura in lastre di fibra-cemento”.

Il nove luglio scorso il sindaco Pietro Fontanini aveva sottoscritto un’ordinanza per disporre la demolizione, ma il primo settembre l’Agenzia del Demanio aveva notificato un ricorso finalizzato ad annullare l’ordinanza. Oggi l’ulteriore tassello, con la giunta comunale che, accogliendo una delibera dell’assessore Silvana Olivotto, ha stabilito che il Comune “resiste al giudizio e annuncia di adire le vie legali per dare attuazione all’ordinanza”.

Il casus del contendere.

A spiegare il corso degli eventi è la stessa Olivotto. “La vicenda si trascina dal 2019 – ha spiegato –, quando il Demanio si oppose alla prima richiesta di abbattimento della struttura appigliandosi a un cavillo normativo. Da quel momento, è iniziato un braccio di ferro estenuante che delinea un ulteriore aspetto molto rilevante: il Demanio sostiene che l’eventuale demolizione della casa debba essere portata a compimento dall’amministrazione comunale o, in alternativa, dal proprietario della struttura. Nel primo caso, si tratta di una richiesta non ricevibile perché l’area non è del Comune. Nel secondo, la richiesta pare quantomeno pretestuosa: veramente ci aspettiamo che i residenti paghino l’intervento?”.
La parola dunque passa ora ai giudici.