Dossi in via Veneto, Marchiol non cambia idea. “Cittadini inascoltati, ora banchetti e raccolta firme”

I dossi di via Veneto restano dove sono. Nessuna modifica, nessuna retromarcia. L’assessore comunale alla Viabilità Ivano Marchiol lo ha ribadito con fermezza durante l’animato Consiglio di Quartiere Partecipato 5 “Cussignacco–Paparotti”, convocato nella sala Criscuolo anche per fare il punto sui recenti interventi lungo l’arteria principale del quartiere.

L’obiettivo: sicurezza e riduzione della velocità

Nel corso dell’incontro, Marchiol ha spiegato le ragioni che hanno portato all’installazione di due dissuasori di velocità in prossimità della strettoia a sud del centro abitato, in piena zona 30. Un tratto considerato critico sotto il profilo della sicurezza stradale, dove – secondo l’amministrazione – si rendono necessari interventi strutturali per ridurre la velocità dei veicoli e limitare i transiti.

L’assessore ha sottolineato come la scelta rientri in una strategia più ampia di moderazione del traffico nei quartieri cittadini, con l’obiettivo di tutelare pedoni e residenti in aree residenziali caratterizzate da carreggiate ristrette e attraversamenti frequenti.

La protesta dei residenti e l’uscita dall’aula

Di tutt’altro avviso una parte dei cittadini e l’opposizione. Il consigliere comunale di Identità Civica Loris Michelini ha parlato di “linea ideologica e punitiva”, denunciando la mancanza di dialogo con chi vive quotidianamente il quartiere.

Durante la seduta, il clima si è progressivamente surriscaldato fino alla decisione di Michelini e di una delegazione di residenti di abbandonare la sala Criscuolo in segno di protesta.

“Siamo davanti a un assessore che non vuole sentire ragioni – ha dichiarato Michelini –. La gente ha protestato con garbo e fermezza, spiegando i disagi quotidiani causati da questi manufatti, ma Marchiol ha alzato un muro. È un atteggiamento che calpesta la partecipazione dei cittadini, proprio nei consigli di quartiere che dovrebbero servire ad ascoltarli”.

Raccolta firme verso quota 500

Intanto la mobilitazione prosegue fuori dalle sedi istituzionali. La raccolta firme contro i dossi, partita con circa 300 adesioni, sta crescendo rapidamente e punta a superare quota 500 nei prossimi giorni. “Organizzeremo banchetti in tutto il quartiere – ha aggiunto Michelini –. Se la Giunta pensa che il malumore svanirà col tempo, si sbaglia. Porteremo le firme direttamente sotto le finestre del sindaco”.

La vicenda approderà ora in aula consiliare. Michelini ha infatti depositato un Question Time che sarà discusso nel prossimo Consiglio comunale. La Giunta sarà chiamata a rispondere ufficialmente sulla scelta di mantenere i dissuasori e sull’eventuale possibilità di rivedere l’intervento.

l messaggio finale di Michelini suona come un avviso di sfratto elettorale: “Se Marchiol e De Toni non toglieranno questi dossi, lo faremo noi. Se vinceremo le prossime elezioni, la rimozione di queste barriere sarà il primo punto all’ordine del giorno. I cittadini di Cussignacco e Paparotti non hanno la memoria corta”.