Meno passeggini e quasi 25mila persone sole: così Udine ha cambiato pelle negli anni

Udine invecchia, le nascite non bastano a compensare i decessi e sempre più persone vivono sole. È il ritratto che emerge dal nuovo Profilo di salute della città, realizzato dai ricercatori di IRES FVG nell’ambito del programma “Città Sane” dell’Organizzazione mondiale della sanità. Un’analisi che mette insieme dati demografici, condizioni sociali, indicatori sanitari e ambiente urbano, per offrire una base scientifica alle future politiche comunali sulla salute.

Il documento è stato presentato giovedì 8 ottobre nella Sala Ajace di Palazzo D’Aronco, alla presenza di circa 70 persone. Il lavoro è stato illustrato dai ricercatori Alessandro Russo e Gianluca Masotti. Ad aprire l’incontro è stato il sindaco Alberto Felice De Toni, mentre l’introduzione è stata affidata a Stefania Pascut. La conclusione è stata affidata al professor Silvio Brusaferro dell’Università di Udine e a Giuseppe Napoli, presidente di Federsanità ANCI FVG.

Una città sempre più anziana

Udine conta circa 98.300 abitanti, una popolazione rimasta sostanzialmente stabile negli ultimi 15 anni. Ma dietro questo dato si nasconde una trasformazione profonda nella composizione dei residenti.

Gli over 65 sono 26.591, pari al 27,1 per cento della popolazione, mentre gli under 15 rappresentano appena il 10,7 per cento. Ci sono quindi 253 anziani ogni 100 bambini e ragazzi sotto i 15 anni. L’età media ha raggiunto i 48,4 anni e, dal 2011, le persone con più di 50 anni sono aumentate di circa 6mila unità.

Le proiezioni indicano che il processo continuerà: nel 2050 gli over 65 potrebbero arrivare al 33,8 per cento degli abitanti, mentre l’età media si avvicinerebbe ai 51 anni. Il saldo naturale è già fortemente negativo, con i decessi che sono quasi il doppio delle nascite. Un divario che i flussi migratori potrebbero non riuscire a compensare.

Quasi 25mila udinesi vivono soli

Un altro cambiamento riguarda le famiglie. Al primo gennaio 2025, a Udine erano 25.014 le persone che vivevano sole, quasi 3mila in più rispetto a dieci anni prima. I nuclei composti da una sola persona rappresentano il 49 per cento del totale: nel 2005 erano il 39,8 per cento.

Tra chi vive solo, 10.363 persone hanno più di 65 anni. Le donne costituiscono il 72,1 per cento di questo gruppo, un dato che riflette anche la maggiore longevità femminile.

Il quadro comprende inoltre 1.882 nuclei monogenitoriali senza partner, con figli sotto i 20 anni: nell’87 per cento dei casi il genitore è una donna. Sono dati che descrivono una città in cui cambiano le dimensioni delle famiglie e aumentano le situazioni nelle quali la vita quotidiana e la cura possono ricadere su una sola persona.

Le fragilità economiche e sociali

La popolazione straniera residente è composta da 14.581 persone, il 14,8 per cento degli abitanti. Anche in questo segmento della popolazione si osservano l’invecchiamento e la diminuzione delle nascite.

Le condizioni economiche mostrano situazioni molto diverse. Nel 2024 erano 3.338 i nuclei familiari con un Isee ordinario inferiore a 6mila euro. Nel 2025 i servizi hanno inoltre individuato 956 persone senza dimora, in prevalenza migranti in transito.

Accanto alle fragilità, il profilo restituisce anche alcuni indicatori favorevoli. Il 23,3 per cento dei residenti con più di 25 anni possiede una laurea, contro una media regionale del 13,9 per cento. Udine si colloca inoltre tra i centri del Friuli Venezia Giulia con il reddito medio dichiarato più elevato.

Screening oncologici molto diffusi, ma pochi vaccini antinfluenzali tra i cronici

Sul fronte sanitario, la mortalità generale a Udine è di 12,1 decessi ogni mille abitanti, contro gli 11,1 della media italiana. Il dato risente anche della maggiore presenza di anziani nella popolazione.

Tra il 2019 e il 2024 la mortalità per tumore è scesa da 357,5 a 310,2 casi ogni 100mila abitanti. Nel 2024 quella per malattie cardiovascolari si attestava a 255,2 ogni 100mila. Nello stesso periodo, però, la mortalità per tumori dell’apparato digerente è aumentata, passando da 111,1 a 122,1 ogni 100mila abitanti.

I dati sulla prevenzione mostrano risultati importanti per gli screening oncologici: l’adesione raggiunge il 91 per cento per quello della cervice uterina, il 90,1 per cento per la mammografia e il 75,4 per cento per lo screening colorettale. Quest’ultimo dato è particolarmente significativo se confrontato con la media nazionale del 47,4 per cento.

Restano invece margini di miglioramento su altri comportamenti e strumenti di prevenzione. A Udine si cammina e si usa la bicicletta meno che nel resto d’Italia e il consumo di frutta e verdura è inferiore alla media nazionale. Il consumo di alcol è riferito dal 72,3 per cento dei residenti, contro il 57,7 per cento nazionale. Preoccupa anche la copertura della vaccinazione antinfluenzale tra le persone con malattie croniche: è pari al 14,8 per cento, rispetto al 25 per cento della media italiana.

Nidi, verde e piste ciclabili: come cambia la città

Il Profilo di salute considera anche i servizi e le caratteristiche dell’ambiente urbano, elementi che possono incidere sul benessere delle persone. Nel 2025 i posti disponibili nei nidi erano 1.144, con una copertura potenziale del 61,6 per cento dei bambini tra zero e due anni. Nel 2019 la percentuale era del 42,6 per cento.

La copertura vegetale interessa il 65,7 per cento della superficie comunale. Il verde urbano accessibile raggiunge 19,8 metri quadrati per abitante: un valore superiore alla media dei capoluoghi di provincia italiani, ma inferiore a quello delle principali città del Nordest.

Anche la rete ciclabile si è ampliata: i percorsi sono passati da 38,6 chilometri nel 2019 a 52,8 nel 2024. Per quanto riguarda la qualità dell’aria, le medie annuali degli inquinanti monitorati restano sotto gli attuali limiti di legge, anche se il futuro adeguamento agli standard europei rappresenta una sfida.

Nel 2025 il Comune e l’Azienda sanitaria universitaria hanno finanziato 42 progetti di educazione alla salute, realizzati soprattutto con associazioni, professionisti e realtà del terzo settore. Un patrimonio di iniziative che il Profilo indica come punto di partenza per costruire una programmazione maggiormente coordinata e condivisa.

Un quadro per le politiche future

Il Profilo di salute si inserisce nel percorso della rete internazionale “Città Sane” dell’Organizzazione mondiale della sanità, avviata nel 1986. Udine ha aderito al movimento nel 1995 e alla rete italiana nel 2001.

La ricerca si basa su due indagini statistiche, su 32 indicatori quantitativi individuati dall’OMS, su ulteriori dati disponibili e sulle informazioni del sistema di sorveglianza PASSI. L’obiettivo è fornire una fotografia articolata della città e una base per il futuro Piano della salute comunale.

Il valore del Profilo di Salute risiede soprattutto nella possibilità di trasformare le informazioni raccolte in strumenti concreti di programmazione.

L’aumento degli anziani e delle persone sole, ad esempio, richiede di rafforzare le reti di prossimità, i servizi domiciliari, le occasioni di incontro e le iniziative per l’invecchiamento attivo. Le fragilità economiche e familiari indicano la necessità di integrare maggiormente le politiche sociali, abitative ed educative, mentre i dati sugli stili di vita suggeriscono di investire su prevenzione, alimentazione, sport e mobilità attiva.

Allo stesso modo, il monitoraggio della salute della popolazione consente di individuare con maggiore precisione i gruppi più vulnerabili e orientare le iniziative di informazione e sensibilizzazione, attraverso la collaborazione tra Comune, Azienda sanitaria, scuole, università e associazioni.