Si riaccende il dibattito politico a Udine sul tema delle residenze fittizie, all’indomani delle indagini della Polizia di Stato che hanno portato al deferimento di 21 persone all’Autorità giudiziaria per presunte comunicazioni fittizie di ospitalità finalizzate a ottenere la residenza o il rinnovo del permesso di soggiorno.
Il caso riporta al centro dell’attenzione una mozione presentata nei giorni scorsi in Consiglio comunale e bocciata dalla maggioranza, che chiedeva un rafforzamento dei controlli sulle iscrizioni anagrafiche.
La posizione di Fratelli d’Italia
A intervenire sono la coordinatrice del circolo udinese di Fratelli d’Italia, Ester Soramel, e il consigliere comunale Giovanni Govetto, primo firmatario della mozione respinta.
“Il controllo puntuale delle iscrizioni anagrafiche non è una battaglia ideologica – afferma Soramel – ma una questione di legalità, equità e tutela dei servizi pubblici. La residenza consente l’accesso a prestazioni sociali, graduatorie, contributi e benefici che devono essere destinati a chi ne ha realmente diritto. Ogni irregolarità altera il sistema, crea disparità e mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”.
Govetto ribadisce che la proposta mirava a impegnare il Comune a “rafforzare le verifiche sulle residenze, intensificare i controlli nei casi sospetti e collaborare in modo più strutturato con le autorità competenti. Una proposta concreta, volta a prevenire abusi e a tutelare la correttezza dell’azione amministrativa”.
La bocciatura e le critiche alla maggioranza
Secondo gli esponenti di Fratelli d’Italia, la bocciatura da parte della maggioranza di centrosinistra rappresenterebbe “un errore politico e amministrativo”. “Non si tratta di criminalizzare nessuno – sostengono – ma di garantire regole chiare e controlli efficaci per tutti. Ignorare o minimizzare il problema significa lasciare spazio a possibili abusi, come dimostrato dalle recenti indagini della Polizia di Stato”.
Nel mirino finisce anche il sindaco Alberto Felice De Toni e l’assetto della maggioranza consiliare, con un riferimento alle forze civiche e alla sinistra radicale che sostengono l’amministrazione. “La maggioranza di centrosinistra a Udine, invece, per l’ennesima volta dimostra di disinteressarsi della sicurezza, tanto da restare muta in consiglio comunale trincerandosi dietro il temino letto dall’assessora Facchini oppure appiattendosi sulle posizioni della sinistra radicale di Di Lenardo e Fiore. Chi ha votato De Toni sappia che invece amministra Spazio Udine con la stampella di AVS” chiosa Govetto..




