Sul tetto un prato contro il caldo: a Udine si sperimenta una nuova idea per la città

Un tetto che diventa un piccolo prato, con piante che richiedono poca acqua e poca manutenzione. È l’esperimento che l’Università di Udine avvierà nel campus scientifico per capire quanto una copertura verde possa aiutare le città a sopportare meglio gli effetti del cambiamento climatico e, nello stesso tempo, offrire spazio alla biodiversità.

Il progetto durerà tre anni e prevede la realizzazione di un impianto verde pensile sperimentale, destinato anche ad attività dimostrative e didattiche. I ricercatori studieranno in particolare la possibilità di utilizzare specie spontanee di prato stabile, con l’obiettivo di verificare quali soluzioni permettano di mantenere la vegetazione con un ridotto consumo di acqua e limitate necessità di manutenzione.

Tetti verdi, cosa verrà studiato a Udine

La ricerca non si fermerà al tetto sperimentale. Il gruppo del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali, coordinato da Maurizia Sigura e Francesco Boscutti, monitorerà anche alcuni edifici del comprensorio ospedaliero Santa Maria della Misericordia e alcune strutture commerciali del centro di Udine.

I ricercatori misureranno la presenza e la varietà della biodiversità e raccoglieranno dati sul microclima. In questo modo potranno valutare anche il contributo dei tetti verdi alla creazione di collegamenti ecologici tra le aree verdi della città e quelle rurali.

Per prima cosa sarà necessario capire quanti tetti vegetati sono già presenti a Udine. Per individuarli con precisione, il gruppo di ricerca sta incrociando immagini ad alta risoluzione con i dati sulla distribuzione e sull’altezza degli edifici. Il risultato servirà a costruire un quadro dettagliato delle coperture verdi esistenti e a individuare quelle più adatte alle successive attività di monitoraggio.

Il progetto tra Friuli, Alto Adige e Austria

La ricerca si chiama “Grace – Tetti verdi per la connettività ecologica alpina” ed è finanziata con circa 737 mila euro dal programma europeo Interreg Italia-Austria.

Oltre all’Università di Udine partecipano Eurac Research, la Provincia autonoma di Bolzano e i Tiroler Landesmuseen di Innsbruck. Al progetto collaborano inoltre, per le attività sul territorio udinese, l’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale e Despar – Venezia.

Tra i partner associati ci sono Globe Italia, la Federazione ambientalisti Alto Adige, il Laimburg Research Centre di Vadena, il Museo di scienze naturali Alto Adige e la società Tiroler Wohnbau di Innsbruck.