L’Udinese Calcio consolida la propria posizione di avanguardia nel panorama calcistico internazionale, confermandosi un punto di riferimento per la gestione dell’impatto ambientale. Il club friulano è infatti tra le realtà d’élite in Europa ad adottare il UEFA Carbon Footprint Calculator, uno strumento strategico che permette di mappare con precisione millimetrica l’impronta di carbonio generata da ogni singola attività o evento societario.
La tecnologia al servizio dell’ambiente
Il cuore del progetto è un software innovativo capace di misurare le emissioni Scope 1, 2 e 3, seguendo una metodologia validata dalla Société Générale de Surveillance (SGS), colosso mondiale della certificazione. Questo percorso nasce da una sinergia stretta con la UEFA e con la Lega Serie A, che da tempo indicano nell’approccio dell’Udinese un esempio da seguire. Il prestigio del lavoro svolto ha portato il club fino alla COP 29 di Baku e, lo scorso novembre, a ricevere il Premio “De Sanctis” a Palazzo Chigi per i progetti realizzati presso il Bluenergy Stadium.
La mappa delle emissioni bianconere
Grazie alla collaborazione con l’Università degli Studi di Udine e il master in Industrial Engineering for Sustainable Manufacturing, il club ha ottenuto una fotografia nitida del proprio impatto. I dati rivelano che il 78% delle emissioni totali deriva dalle attività indirette legate a filiera, servizi e mobilità. Le emissioni dirette pesano invece per il 12%, mentre i consumi energetici acquistati incidono per il 9%. Si tratta di una distribuzione in linea con le grandi organizzazioni sportive europee, che permette ora alla società di pianificare interventi mirati per ridurre l’impronta ambientale.
La sfida dei dati e la cultura interna
L’utilizzo del Carbon Footprint Calculator ha evidenziato una sfida operativa significativa. Se il software risulta intuitivo nell’uso, la vera complessità risiede nel recupero e nell’integrazione di dati provenienti da diversi dipartimenti interni, spesso frammentati per formato e tempistiche. Questo sforzo di coordinamento ha tuttavia generato un valore aggiunto: il rafforzamento di una cultura della sostenibilità all’interno del club, rendendo ogni funzione aziendale più consapevole dell’impatto prodotto e migliorando i flussi informativi tra i vari uffici.
Il commento della proprietà
Magda Pozzo, Ownership & Strategic Lead di Udinese Calcio, sottolinea l’importanza di questo approccio analitico: “Misurare significa governare. Il Carbon Footprint Calculator ci permette di trasformare i dati in decisioni strategiche, accelerando il nostro percorso verso un modello di club sempre più sostenibile e competitivo. Essere tra i primi Club ad adottare questi strumenti significa contribuire attivamente alla definizione dei nuovi standard del calcio europeo”.
Il riconoscimento della UEFA e la visione della Lega Serie A.
L’efficacia del modello friulano è stata evidenziata anche da Michele Uva, Director of Sustainability UEFA: “Udinese continua a essere una piattaforma di eccellenza nel campo della sostenibilità, dimostrando come programmazione e azione portino a un impatto concreto sulla comunità del calcio e sulla società civile”.
Anche il vertice del calcio italiano plaude all’iniziativa, come dichiarato dal Presidente della Lega Calcio Serie A, Ezio Simonelli: “L’Udinese si conferma ancora una volta un modello virtuoso in termini di sostenibilità e innovazione nel panorama calcistico europeo. La scelta di utilizzare il UEFA Carbon Footprint Calculator è pienamente in linea con la visione della Lega Calcio Serie A, che da due anni lo impiega nell’ambito del progetto ‘Road to Zero’ in occasione della Finale di Coppa Italia Frecciarossa, con l’obiettivo di rendere i propri eventi responsabili, accessibili e a basso impatto ambientale“.
