L’Albero di Falcone mette radici ad Aquileia: un simbolo di legalità per le nuove generazioni

Un simbolo di memoria, giustizia e impegno civile mette radici ad Aquileia. Questa mattina, venerdì 23 ottobre, nella sede della Fondazione Aquileia a Palazzo Brunner, si è svolta la cerimonia di consegna di una talea dell’Albero di Falcone, il ficus monumentale di Palermo diventato uno dei simboli più importanti della lotta alla mafia. Un dono dal forte valore simbolico, destinato a trasmettere soprattutto alle nuove generazioni i principi della legalità, della partecipazione civile e del rispetto dell’ambiente.

L’iniziativa, dedicata al tema “Legalità e Ambiente”, è stata promossa dal Rotary Club Aquileia Cervignano Palmanova e dal Distretto Rotary 2060, in collaborazione con la Commissione Sinergea dei 14 Distretti Rotary italiani e l’Arma dei Carabinieri.

Da Palermo ad Aquileia, la storia dell’Albero di Falcone

L’albero originale si trova davanti all’abitazione palermitana del giudice Giovanni Falcone, ucciso dalla mafia nella strage di Capaci del 23 maggio 1992. Nei giorni successivi all’attentato, centinaia di cittadini iniziarono a radunarsi attorno al grande ficus, lasciando messaggi, fotografie e testimonianze di solidarietà. Da allora è diventato un luogo della memoria collettiva e un simbolo della volontà di contrastare la criminalità organizzata.

Grazie a un progetto realizzato dalla Fondazione Falcone, dall’Arma dei Carabinieri e dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, le gemme dell’albero vengono riprodotte attraverso tecniche di clonazione nel Centro nazionale Carabinieri per la biodiversità forestale di Pieve Santo Stefano, in provincia di Arezzo.

Le giovani piante, geneticamente identiche all’esemplare palermitano, vengono poi donate a scuole e istituzioni in tutta Italia. Una di queste è arrivata ora ad Aquileia, dove sarà custodita dalla Fondazione Aquileia, realtà che riunisce le diverse componenti istituzionali e culturali del sito Unesco.

La cerimonia e le parole di Anzil

Alla cerimonia hanno partecipato il vicepresidente della Regione Friuli Venezia Giulia Mario Anzil, il presidente della Fondazione Aquileia Roberto Corciulo, il vicesindaco Isaac Zampieri, il presidente del Rotary Club Aquileia Cervignano Palmanova Angelo Catalano e la governatrice del Distretto Rotary 2060 Lucia Crapesi, insieme ai rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri.

“Chi coltiva la memoria semina il futuro. Conoscere la nostra storia, rispettare le istituzioni e ricordare chi ha sacrificato la propria vita per difendere la legalità significa trasmettere alle nuove generazioni i valori su cui si fondano le nostre comunità. L’Albero di Falcone è un simbolo potente di questo impegno, perché ci ricorda che la legalità non è soltanto un principio da affermare, ma un valore da vivere ogni giorno”, ha dichiarato Anzil.

Il vicepresidente ha sottolineato anche il ruolo delle comunità locali nel mantenere vivi i valori della solidarietà e del rispetto reciproco. “La comunità è tale se è solidale, se sa ritrovarsi nei momenti difficili e se non lascia indietro nessuno. Una comunità non vive da sola: va mantenuta viva anche attraverso i simboli e il richiamo ai valori delle istituzioni. Ricordare figure come Giovanni Falcone significa riconoscere il coraggio di chi ha difeso lo Stato e ha contrastato la criminalità organizzata anche a costo della propria vita. È un esempio che dobbiamo continuare a trasmettere ai ragazzi”, ha aggiunto.

Nel suo intervento, Anzil ha inoltre richiamato il valore del Friuli Venezia Giulia come terra di confine, dove la conoscenza della propria storia e delle proprie tradizioni rappresenta il punto di partenza per costruire rapporti di dialogo e amicizia con le comunità vicine. “Essere qui oggi, insieme alle istituzioni, all’Arma dei Carabinieri, al Rotary e soprattutto ai ragazzi, significa ribadire che la memoria non appartiene soltanto al passato. È una responsabilità che ci riguarda tutti e che dobbiamo trasformare in comportamenti, rispetto delle regole e partecipazione. È così che possiamo costruire una società più consapevole e un futuro fondato sulla legalità”, ha concluso il vicepresidente.

Gli studenti protagonisti della consegna

La mattinata è stata arricchita da alcuni interventi dedicati al rapporto tra memoria, legalità e tutela del patrimonio naturale. Il professor emerito Raffaele Cavalli, docente di Scienze agrarie e forestali dell’Università di Padova, ha affrontato il tema degli alberi come testimoni della memoria. Il generale di Corpo d’Armata Fabrizio Parrulli, comandante delle Unità forestali, ambientali e agroalimentari dei Carabinieri, ha approfondito il legame tra difesa della legalità e protezione dell’ambiente. Il generale Raffaele Pio Manicone, comandante dei Carabinieri per la Tutela della Biodiversità, si è invece soffermato sull’importanza della salvaguardia del patrimonio naturale.

Il momento più significativo della giornata è stato la consegna della giovane pianta al presidente della Fondazione Aquileia, Roberto Corciulo, alla presenza degli alunni dell’Istituto comprensivo Don Milani di Aquileia. Proprio agli studenti è rivolto il messaggio più importante dell’iniziativa: mantenere viva la memoria di Giovanni Falcone e del suo sacrificio, trasformandola in un impegno quotidiano a favore della legalità, della cittadinanza attiva e della tutela dell’ambiente. L’Albero di Falcone diventerà così anche ad Aquileia un simbolo concreto di questi valori, capace di unire il ricordo del passato alla responsabilità di costruire il futuro.