Ad Aquileia inaugurata la nuova Domus di Tito Macro ed è bellissima

Le novità della cultura ad Aquileia.

Inaugurata la ricostruzione dei volumi della Domus di Tito Macro ad Aquileia. Presente nell’area archeologica dei fondi Cossar il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Piero Mauro Zanin, che è intervenuto con il discorso inaugurale.

Un intervento da sei milioni di euro finanziato dalla Regione, attraverso la Fondazione Aquileia, e dall’Ales, lo strumento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali per il recupero dei beni storici. Accanto alla messa in luce degli antichi mosaici dei resti della dimora di un facoltoso protagonista della vita dell’antica Aquileia, città che all’epoca rappresentava un importante snodo economico e politico tra la civiltà romana, i Balcani, il Nord Africa e il Medio Oriente, l’intervento è consistito nella realizzazione di una copertura di protezione.

Si tratta di una teca lunga 77 metri e larga 25, che oltre a proteggere i reperti restaurati dagli archeologi, tra i quali 320 metri quadrati di mosaici, permette ai visitatori di ammirare i resti della casa romana di Tito Macro in tutte le stagioni dell’anno, al riparo dal sole e dalle intemperie.

“È motivo di grande orgoglio il fatto che in tempi di Covid venga posta una pietra miliare per quella che dovrebbe costituire una delle basi per la ripartenza: la cultura – ha affermato Zanin -. Si parla di problemi economici, organizzativi e preoccupazioni riguardo la tenuta sociale, ma uno dei fondamenti sui quali dobbiamo agganciarci con grande intensità è proprio la cultura. Dalla crisi, che diventa comunque un’opportunità, si potrà uscire solo con la competenza a tutti i livelli, a iniziare alla politica, costruendo con fatica attraverso i libri e i reperti storici”.

All’evento erano presenti anche l’assessore Fvg alla Cultura, Tiziana Gibelli, e i consiglieri regionali Maddalena Spagnolo, Franco Mattiussi e Mauro Di Bert, insieme al sindaco di Aquileia, Emanuele Zorino, e ad Antonio Zanardi Landi e Cristiano Tiussi, rispettivamente presidente e direttore della Fondazione Aquileia.

“La Regione Fvg ha fatto la sua parte e la comunità regionale che rappresenta il livello legislativo e i cittadini – ha aggiunto Zanin – si complimenta con un Friuli che funziona, quello della Fondazione Aquileia, che ha consegnato alla fruibilità del pubblico questo patrimonio, elemento di promozione della capacità di saper realizzare le cose”.

L’assessore alla Cultura, Tiziana Gibelli, ha annunciato inoltre che: “Entro breve, la Regione predisporrà gli strumenti per la realizzazione della variante di Aquileia, per trasferire all’esterno dell’abitato il traffico che ora percorre il nucleo urbano, con l’obiettivo di facilitare la visita dell’antica città romana e completerà le infrastrutture per poter dotare della banda larga l’intera località. In questo modo, si potrà consentire ai turisti, ai visitatori e agli appassionati di storia e archeologia di affrontare con i più moderni strumenti multimediali tutti i percorsi disponibili per la scoperta delle memorie dell’antica località romana. Inoltre, la banda larga
consentirà di vedere Aquileia non solo in orizzontale, ma anche in verticale”.

“L’obiettivo che la Regione si è posta – ha detto l’assessore – è quello di assicurare un futuro alla Aquileia antica e prospettive nuove all’Aquileia di oggi”. In quest’ottica, l’amministrazione sta accelerando l’iter per fare sì che il Museo archeologico nazionale di Aquileia possa essere trasferito dal Ministero per i beni culturali alla Fondazione Aquileia.  

Infine, Gibelli ha annunciato che sta per diventare operativo l’Ufficio unico per Aquileia, che grazie al contributo della Regione potrà garantire al Ministero, in Friuli Venezia Giulia, un supporto tecnico per la gestione degli appalti e dei lavori

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