“Un paese a colori”: i murales raccontano le case e le tradizioni friulane

Murales per il progetto “Museo delle case narranti” a Campolonghetto.

Murales che “raccontano” le case e le tradizioni: valorizzare un  paese, le  sue peculiarità e la sua storia, attraverso la creazione di affascinanti murales  che raffigurano immagini impattanti e significative. E’ questa l’iniziativa che è stata attuata  a Campolonghetto, frazione del Comune di Bagnaria Arsa.

Il C.c.s.r. (Circolo culturale sportivo ricreativo di Campolonghetto), in collaborazione con l’amministrazione comunale e diverse associazioni, ha infatti programmato, per le giornate del 17, 18 e 19 giugno, la manifestazione “Campolonghetto: un paese a colori”.

Manifestazione che ha avuto luogo per la prima volta quest’anno, e tra le varie attività proposte si è appunto distinto il progetto “Museo delle case narranti” per il quale alcuni abitanti hanno messo a disposizione le facciate delle proprie abitazioni come spazio sul quale gli artisti hanno potuto sfoggiare tutto il loro notevole talento.

“Museo delle case narranti” nasce dalla proposta di un ragazzo originario di Potame (in provincia di Cosenza) che, trasferitosi a Campolonghetto, ha suggerito di portare in Friuli questo progetto nato nel suo paese di origine: la sua idea è stata accolta entusiasticamente da altre persone del paese, che a tale scopo si sono rivolte al Circolo.

I murales sono in totale cinque e illustrano, tramite affascinanti immagini variopinte e assai dettagliate, varie tematiche focalizzate sulle tradizioni e sulla cultura friulana del paese: rappresentano infatti mestieri  di un tempo, alcuni importanti esponenti della cultura friulana, l’ambiente e gli animali caratteristici della zona.

Il messaggio è puramente quello di creare bellezza, arte, cultura, attraverso forme d’arte moderne che richiamano le tradizioni.

I partecipanti hanno avuto l’opportunità di osservare con i propri occhi  gli artisti dipingere i murales, di parlare con loro e di  farsi accompagnare da William Gatto, un vero cantastorie che li ha guidati lungo le vie in cui erano presenti i murales, ma non solo: la visita guidata è stata arricchita anche dai suoi interessanti racconti sulla storia del Friuli.

I murales dei bambini.

Contemporaneamente al “Museo delle case narranti” si sono svolte a Campolonghetto ulteriori attività come i murales realizzati dai bambini, una festa organizzata dalla sezione comunale dei Donatori di Sangue (che compiva ben 60 anni), e stand enogastronomici: alla manifestazione hanno presenziato anche uno scultore di pietra e plexiglass ed uno scultore del legno, che hanno a loro volta messo in mostra la propria bravura.

Le persone del paese hanno accolto l’iniziativa con un calore e un entusiasmo che sono andati oltre alle migliori aspettative, e questo è per noi, oltre che motivo di grande orgoglio e soddisfazione, anche un incoraggiamento a proporre nuovamente altri eventi analoghi in futuro”, dichiara una delle organizzatrici del progetto ‘Campolonghetto: un paese a colori’. “Ci teniamo a ringraziare di cuore il  C.c.s.r. , l’amministrazione comunale, gli artisti e i “proprietari dei muri”, la sezione comunale dei donatori di sangue che ha festeggiato con noi,  gli sponsor che ci hanno sostenuto, il gruppo degli alpini e tutti i volontari. Un grande ringraziamento va anche alle associazioni calabresi “Associazione Sottosuolo” di Mariob Verta e “Associazione Parco Tommaso Campanella” di William Gatto, che hanno dato il loro notevole contributo.

Ci auguriamo che l’evento sia stato utile per diffondere al meglio il messaggio che ci siamo proposti di trasmettere, ovvero  un concetto di apertura del Friuli verso altre regioni e verso realtà differenti,  condividendo  valori, passioni, tradizioni e ideali con l’obiettivo  di creare un bel clima di unione, oltre che di portare un reciproco arricchimento culturale  e morale”.

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