Inaugurata la Casa della Comunità di Tolmezzo: servirà oltre 35mila persone

Taglio del nastro per la Casa della Comunità di Tolmezzo.

È stata inaugurata ufficialmente la Casa della Comunità di Tolmezzo, la nuova struttura sanitaria territoriale destinata a diventare un punto di riferimento per 28 Comuni della Carnia e per un bacino di oltre 35mila residenti. Al taglio del nastro ha partecipato l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, che ha sottolineato come il presidio sia già pienamente operativo.

“Stiamo dando concreta attuazione alla sanità territoriale, un tema di cui in questo Paese si è parlato per molti anni: la stiamo realizzando, affrontando le nostre peculiarità e le inevitabili difficoltà perché niente è perfetto”, ha spiegato Riccardi. “Tuttavia, chi oggi entra in queste strutture, al di là delle dinamiche che animano il dibattito politico, trova una risposta. È un risultato sotto gli occhi di tutti: la Casa di Comunità di Tolmezzo è pienamente operativa”.

Il ruolo dei medici di famiglia

Durante l’inaugurazione Riccardi è intervenuto anche sul tema della presenza dei medici di medicina generale all’interno delle Case della Comunità, considerata dalla Regione un elemento fondamentale per il funzionamento della nuova organizzazione sanitaria territoriale.

“Mi auguro che la medicina generale si voglia impadronire delle Case di comunità”, ha affermato l’assessore, ribadendo come il coinvolgimento dei medici di famiglia rappresenti un tassello essenziale per garantire cure adeguate e vicine ai cittadini.

“Credo che i medici di medicina generale all’interno di questa struttura siano di fondamentale importanza; in ogni caso, voglio ribadire che questo polo sanitario è già pienamente operativo e siamo riusciti a farlo funzionare al di là della loro effettiva presenza, che continuo comunque a considerare un elemento essenziale”.

Riccardi ha quindi risposto alle polemiche relative a un presunto deficit di pianificazione, ricostruendo il percorso normativo che ha interessato il coinvolgimento dei medici di famiglia.

“Il Friuli Venezia Giulia è stata la prima regione a legiferare sul coinvolgimento della medicina generale con l’accordo del 2025 che ha visto concordi le sigle sindacali. Lo Stato il 26 giugno di quest’anno ha novellato l’accordo nazionale (Acn) introducendo l’obbligatorietà della presenza dei medici di famiglia nelle Case di Comunità per un massimo di 6 ore a settimana dal lunedì al venerdì, senza tuttavia perfezionare le condizioni per la partecipazione dei massimalisti, ovvero coloro che assistono almeno 1.500 pazienti”.

Un ulteriore passaggio è arrivato il 31 luglio, quando la Sisac, Struttura interregionale sanitari convenzionati, ha definito le regole e le condizioni anche per questa categoria di professionisti.

“Mi auguro che nel comitato regionale del primo settembre si possano superare le perplessità che ancora riscontro: se si tratta di riserve motivate, una soluzione si troverà sicuramente”, ha aggiunto Riccardi.

Una struttura al servizio di 28 Comuni

La cerimonia di inaugurazione si è svolta nei locali di via Carnia Libera 1944, di proprietà dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale, con la benedizione dell’arciprete di Tolmezzo Angelo Zanello.

All’appuntamento hanno partecipato anche il direttore generale di Asufc Denis Caporale, il direttore del distretto sanitario della Carnia Gianni Borghi e il sindaco di Tolmezzo Roberto Vicentini.

L’attivazione della Casa della Comunità rappresenta un importante riassetto dell’assistenza sanitaria in un territorio montano particolarmente ampio e articolato: il distretto comprende infatti 28 Comuni e una popolazione complessiva superiore ai 35mila abitanti.

L’assistenza territoriale viene garantita dal lavoro di 20 medici di medicina generale e 4 pediatri di libera scelta.

La Casa della Comunità dispone attualmente di 5 medici, con due specialità presenti, Neurologia e Ginecologia, i cui professionisti hanno anche l’obbligo di effettuare visite domiciliari. Tra i cinque medici rientrano i tre professionisti che assicurano l’operatività degli ambulatori di Vallata.

A questi si aggiungono due liberi professionisti, che operano insieme ai medici dipendenti per supportare gli oltre 5mila cittadini temporaneamente privi di un medico di famiglia.

La dotazione organica comprende inoltre 12 infermieri, 5 operatori socio-sanitari, 9 fisioterapisti e una decina di amministrativi.

Un investimento da un milione e mezzo di euro

La struttura si trova in una posizione strategica, a poca distanza dall’ospedale di Tolmezzo e dall’autostazione, e occupa una superficie complessiva di circa 800 metri quadrati, distribuita su due piani dell’edificio.

Per realizzarla è stato necessario un investimento complessivo di 1,5 milioni di euro.

Al primo piano sono collocati gli sportelli dell’anagrafe sanitaria, mentre il terzo piano ospita l’area amministrativa e quella clinico-assistenziale.

Qui trovano spazio il Punto Unico di Accesso (PUA), dedicato all’integrazione multiprofessionale tra servizi clinici e sociali, il servizio di continuità assistenziale attivo 24 ore su 24, il punto prelievi, gli ambulatori infermieristici e specialistici e una palestra per la riabilitazione.

Sono inoltre disponibili nove ambulatori destinati alle cure primarie e all’attività dei medici di medicina generale e dei pediatri.

L’organizzazione territoriale viene completata dal collegamento funzionale tra la struttura hub di Tolmezzo e i Punti Salute di Ampezzo, Ovaro e Paluzza, con l’obiettivo di costruire una rete capace di raggiungere anche le aree più distanti del territorio carnico.

Trasporti e assistenza nelle aree più isolate

Nel corso del suo intervento Riccardi ha infine richiamato la necessità di accompagnare il rafforzamento dei servizi sanitari con una rete adeguata di comunicazione e trasporto, particolarmente importante nelle aree montane.

“Nelle aree montane e marginali, è indispensabile un’alleanza strutturata con i Comuni e il Terzo Settore per assicurare trasporti agevoli e risposte serene ai cittadini più fragili e isolati”, ha evidenziato.

Secondo quanto annunciato dall’assessore, Asufc sta lavorando al potenziamento strutturale di questo aspetto, così da rendere più semplice l’accesso ai servizi anche per le persone che vivono nei centri più periferici della Carnia.