Un’artista friulano disegna gli accendini più venduti in Europa

Alessandro Chersovani rinnova il sodalizio con Clipper Italia per la linea di accendini.

Un’artista friulano disegna gli accendini più venduti in Europa: si rinnova per il secondo anno consecutivo il sodalizio tra Clipper Italia e il venticinquenne web artist friulano Alessandro Chersovani, alias @testadichezzo, da oltre 500mila follower su Instagram. A poco più di dodici mesi dal lancio della fortunata linea firmata dal giovane creativo di Casarsa, il noto brand leader nella produzione di accendini di tendenza, scommette nuovamente su Alessandro Chersovani col proposito di bissare l’exploit della limited edition 2021. Una nuova collezione dunque, composta da 8 grafiche stavolta in edizione continuativa, disponibile sia online che in tutti i punti vendita autorizzati, per avvicinare al “Chezzo pensiero” non solo gli habitué della rete, ma anche tutta quella fetta di pubblico “meno social” che ora potrà finalmente scoprire il coloratissimo mondo dell’artista, fatto di concetti semplici, comunicazione immediata ed emozioni senza filtri.

@Testadichezzo, nel frattempo, è cresciuto e anche i suoi lavori, pur mantenendo quella freschezza di fondo che ormai è un marchio di fabbrica, si sono evoluti verso una dimensione più intima e matura. L’accendino come strumento sociale, dalla potentissima valenza aggregativa, un oggetto di uso comune, comunemente usato per fare conoscenza e attorno al quale ruotano approcci, flirt e amicizie. Il concept è sempre lo stesso, ma l’approccio ai contenuti è più profondo, la grafica più adulta, gli sfondi più definiti, i cromatismi arricchiti da ombreggiature che prima non c’erano. “Sono io che sono cambiato – spiega Chersovani – Se per molti gli ultimi mesi hanno rappresentato un ponte verso la ripartenza, per me hanno coinciso con un periodo di forte spaesamento e di blocco creativo dal quale sono uscito anche grazie alla poesia. Oggi queste nuove influenze si riflettono nel mio lavoro che è sicuramente più completo e consapevole”.

Alessandro ha riscoperto il gusto di illustrare per il piacere di farlo e la voglia di misurarsi con sé stesso, di affrancarsi dal giogo di internet e sdoganarsi dalla definizione di content creator per avvicinarsi a quella di artista a tutto tondo. “Non che ci sia nulla di male nel creare contenuti online – puntualizza – La rete è la mia vita e alla rete devo tutto. Ma fare arte è una cosa diversa, totalizzante, e io voglio farla a 360 gradi, spaziando dalla grafica, al disegno digitale alla scrittura, senza dimenticare ovviamente da dove vengo. Instagram sarà sempre la mia “casa”, il mio” regno” nel bene e nel male. Ma occorre aprire gli occhi perché avere successo sul web, purtroppo, è un’arma a doppio taglio: da una parte ti regala feedback, visibilità e un esercito di persone pronte a riconoscersi in quello che fai, dall’altra può ingabbiarti in una definizione univoca che paradossalmente ti limita”.

Le radici.

Varcare i confini dei likes e arrivare al cuore di tutti è dunque la nuova missione di Alessandro ed è esattamente quello che si aspetta da questa rinnovata collaborazione con Clipper, all’interno della quale sarà possibile ritrovare le sue proverbiali frasi, simpatiche e dissacranti e quella grafia inconfondibile con la E rovesciata che è parte integrante del suo “modus exprimendi”. Le parole sono importanti e alle parole Alessandro affida le sue riflessioni e il suo augurio per le generazioni future. Con un occhio di riguardo alla sua terra d’origine.  “Essere un ragazzo di provincia mi ha aiutato a mantenere i piedi per terra – conclude – Quando abiti in un paese di 7000 anime e ti ci vogliono venti minuti per raggiungere il centro abitato più vicino, quando sei ogni giorno a contatto con il contadino che non si fa problemi a mandarti a quel paese, impari che non serve a niente sentirsi qualcuno, né tantomeno sentirsi migliore degli altri, serve solo lavorare sodo per raggiungere i tuoi obiettivi. Sono molto legato alla mia terra, con la quale tuttavia ho da sempre un rapporto conflittuale. Il Friuli e in particolare Casarsa si portano dietro un’eredità intellettuale importante che mi ha indubbiamente influenzato, ma dalla quale sogno di emanciparmi e di emancipare questi luoghi ancora profondamente ancorati al passato. Al di là di tutto, sarebbe bello se il tessuto industriale di queste zone, così ricco e vivo, lasciasse spazio anche ai tanti giovani artisti locali che faticano ad emergere per mancanza di sbocchi. Chissà, magari sarò proprio io a dare il “La”. Fare da apripista sarebbe un privilegio incommensurabile”.