L’indagine dei carabinieri di Pordenone.
Un ex allenatore di calcio, attivo nel settore giovanile locale tra il 2021 e il 2026, è stato arrestato nei primi giorni di gennaio dai carabinieri di Pordenone dopo essere stato trovato in possesso, sul proprio telefono cellulare, di materiale pedopornografico che ritraeva anche giovani calciatori all’interno degli spogliatoi. Da quell’arresto in flagranza è partita una complessa e delicata indagine dei Carabinieri, che ha portato all’identificazione di 24 giovani vittime.
L’attività investigativa è stata coordinata dalla Procura di Trieste e condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Pordenone. Gli accertamenti sono iniziati proprio dopo l’arresto dell’uomo e il sequestro del cellulare, all’interno del quale gli investigatori hanno rinvenuto migliaia di immagini pedopornografiche.
Una parte del materiale, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, raffigurava giovani calciatori negli spogliatoi delle strutture sportive frequentate dall’allenatore nel corso degli anni.
Ricostruiti gli anni di attività dell’allenatore
Dopo il ritrovamento del materiale, i Carabinieri hanno ricostruito l’intera rete delle società sportive nelle quali l’indagato aveva lavorato, sempre con il ruolo di allenatore, nel periodo compreso tra il 2021 e il 2026. Un’attività lunga e articolata, portata avanti anche grazie alle testimonianze dei responsabili delle associazioni sportive coinvolte. Proprio sulla base delle informazioni raccolte, gli investigatori hanno effettuato sopralluoghi negli spogliatoi e nelle strutture utilizzate dalle squadre, sia durante gli allenamenti sia in occasione delle partite ufficiali di campionato.
Le verifiche hanno riguardato complessivamente 14 campi da gioco riconducibili ad altrettante società calcistiche del territorio. I sopralluoghi sono stati svolti con la massima collaborazione dei presidenti di tutti i club interessati e hanno consentito di individuare con certezza gli ambienti nei quali sarebbero state realizzate le fotografie trovate nel telefono dell’allenatore.
Acquisiti gli elenchi dei tesserati minorenni
Una volta individuati gli spogliatoi e le strutture sportive riconducibili alle immagini sequestrate, l’indagine si è concentrata sull’identificazione dei giovani ritratti. I Carabinieri hanno così acquisito gli elenchi completi dei tesserati minorenni delle società sportive coinvolte e hanno successivamente proceduto all’audizione dei rispettivi genitori.
Si è trattato di una fase particolarmente delicata dell’inchiesta, necessaria per mettere in relazione le immagini trovate nel cellulare con i ragazzi che avevano frequentato le diverse squadre negli anni in cui l’uomo svolgeva l’attività di allenatore. L’incrocio tra i dati raccolti, le testimonianze e il materiale sequestrato avrebbe confermato i sospetti investigativi iniziali.
Secondo la ricostruzione dei Carabinieri, infatti, l’indagato avrebbe approfittato del proprio ruolo di allenatore e della posizione di fiducia ricoperta all’interno delle squadre per fotografare e riprendere, a loro insaputa, diversi giocatori minorenni all’interno degli spogliatoi.
Identificate 24 giovani vittime
Il lavoro investigativo ha consentito di identificare con certezza 24 giovani vittime. I ragazzi compaiono, complessivamente, in oltre 200 fotogrammi e 9 video rinvenuti e sequestrati all’interno del telefono cellulare utilizzato dall’indagato. La ricostruzione è stata possibile attraverso un’attività di confronto tra il materiale acquisito, gli elenchi dei tesserati delle società coinvolte, i luoghi individuati durante i sopralluoghi e le informazioni fornite dai familiari dei minori.
Le indagini proseguono ora per delineare il quadro completo della vicenda, in stretto coordinamento con l’Autorità giudiziaria. Particolare attenzione viene riservata alla tutela della privacy e del benessere psicologico dei minori coinvolti e delle loro famiglie, considerata la delicatezza dei fatti oggetto dell’inchiesta.
L’indagato si trova attualmente sottoposto agli arresti domiciliari nella propria abitazione. Il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e, come precisato dagli investigatori, gli elementi raccolti fino a questo momento hanno carattere provvisorio.

