Una lunga sequenza di reati commessi nell’arco di quasi vent’anni si chiude con l’esecuzione di un provvedimento restrittivo: un 47enne residente a Zoppola è stato arrestato dai Carabinieri e posto agli arresti domiciliari per espiare una pena complessiva di un anno e quattro mesi.
L’operazione è stata condotta l’8 aprile dai militari della Stazione di Fiume Veneto, nell’ambito delle attività di controllo del territorio e di esecuzione dei provvedimenti emessi dall’Autorità giudiziaria. L’uomo, identificato con le iniziali R.M., è stato rintracciato e sottoposto alla misura della detenzione domiciliare su disposizione dell’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica di Pordenone.
Un cumulo di reati dal 2004 al 2022
Alla base del provvedimento c’è un articolato percorso giudiziario che ha portato all’unificazione di diverse condanne definitive per reati commessi tra il 2004 e il 2022. Il cumulo delle pene riguarda episodi di furto aggravato ai danni di esercizi commerciali, avvenuti tra Pordenone e Zoppola tra il 2006 e il 2008, oltre a un caso di resistenza a pubblico ufficiale nel 2019.
Di particolare rilievo anche una condanna per spaccio di sostanze stupefacenti, tra cui eroina, cocaina e hashish, in concorso con altre persone. Le attività illecite erano state accertate non solo nel territorio pordenonese, ma anche in altre località della provincia e lungo il litorale veneziano, fino a Lignano Sabbiadoro.
L’ultimo episodio e la pena definitiva
A determinare il ricalcolo finale della pena è stato un episodio più recente, risalente al novembre 2022. In quell’occasione il 47enne si era reso responsabile del furto di un portafogli all’interno di un cantiere edile a Pordenone, utilizzando poi indebitamente le carte di pagamento sottratte in alcuni esercizi commerciali della zona, tra cui un’edicola e un supermercato.
Alla luce della continuità delle condotte illecite e della pluralità dei precedenti, l’Autorità giudiziaria ha quindi stabilito una pena residua complessiva di 1 anno e 4 mesi di reclusione, da scontare in regime di detenzione domiciliare. L’uomo è stato quindi accompagnato presso la propria abitazione, dove rimarrà a disposizione dell’autorità competente per l’espiazione della pena.
