Luigi Candoni, don Emilio De Roja e Pierluigi Cappello: tre nuove intitolazioni a Udine

Udine sceglie di raccontare la propria identità attraverso i luoghi, intrecciando memoria, cultura e impegno civile. Con tre nuove intitolazioni approvate dalla Giunta comunale, l’amministrazione rende omaggio a figure profondamente legate al territorio friulano: Luigi Candoni, don Emilio De Roja e Pierluigi Cappello.

Un tributo al teatro: lo spazio davanti al Giovanni da Udine a Candoni

Sarà intitolato a Luigi Candoni lo spazio antistante il Teatro Nuovo Giovanni da Udine, lungo viale Trieste. Una scelta che assume un valore simbolico forte, legato al ruolo che il drammaturgo ha avuto nella scena teatrale del Novecento.

Candoni fu protagonista della cultura teatrale italiana, promotore di innovazione e scopritore di talenti: grazie al suo impegno venne portata in scena la prima nazionale di Finale di partita di Samuel Beckett, contribuendo anche al debutto di artisti come Gian Maria Volontè e Andrea Camilleri. L’intitolazione restituisce visibilità a una figura capace di coniugare sperimentazione e radicamento culturale.

La nuova biblioteca del Pinqua intitolata a don Emilio De Roja

Il percorso di valorizzazione della memoria cittadina prosegue con l’intitolazione della nuova biblioteca del quartiere San Domenico-Rizzi a don Emilio De Roja, sacerdote e partigiano della Osoppo, da sempre punto di riferimento per la comunità.

La struttura sorgerà nel complesso Pinqua di via della Faula e rappresenterà uno dei principali poli del nuovo quartiere. Non sarà solo un servizio bibliotecario, ma un luogo aperto alla socialità, con spazi moderni pensati per la lettura, lo studio e le attività culturali rivolte a tutte le età.

Don De Roja è ricordato per il suo impegno verso i più fragili e per la sua attenzione educativa nei confronti dei giovani, un’eredità che continua ancora oggi attraverso la Fondazione a lui dedicata.

La Sezione Ragazzi della Joppi a Pierluigi Cappello

Alla memoria di Pierluigi Cappello sarà invece dedicata la Sezione Ragazzi della Biblioteca Civica “Vincenzo Joppi” – Casa Pellis. Una scelta che richiama il forte legame tra il poeta e il mondo dell’infanzia e dei giovani.

Cappello, tra le voci più autorevoli della poesia contemporanea, ha saputo unire lingua friulana e italiana, dando vita a una scrittura capace di parlare a generazioni diverse. Nelle sue opere, come Ogni goccia balla il tango, emerge uno sguardo autentico sul mondo dei bambini, fatto di stupore e profondità. Intitolargli questo spazio significa affidargli un orizzonte culturale rivolto alle nuove generazioni.

Il valore della memoria nei luoghi della città

“Con queste intitolazioni la città esprime prima di tutto la propria riconoscenza“, dichiara l’assessore all’Istruzione e Cultura Federico Pirone. “Oltre a questo intitolare un luogo significa affidargli una memoria, un esempio, una storia da tramandare, un orizzonte di futuro. Luigi Candoni, don Emilio De Roja e Pierluigi Cappello hanno vissuto percorsi diversi, ma sono accomunati dalla capacità di lasciare un’eredità viva qui nel nostro Friuli. In particolare, la nuova biblioteca del Pinqua sarà uno spazio centrale nella vita del quartiere: il più grande all’interno del nuovo complesso, un presidio culturale e sociale capace di generare relazioni, partecipazione e comunità”.

L’arcivescovo Riccardo Lamba commenta l’intitolazione della nuova biblioteca: “Sono molto felice che il Comune di Udine abbia scelto di intitolare la nuova biblioteca di quartiere di San Domenico alla memoria di don Emilio De Roja Don De Roja è senz’altro da annoverare tra le figure della Chiesa udinese che maggiormente si è distinta per la dedizione alle fasce più fragili della popolazione e per la passione educativa per i giovani. L’icona che bene sintetizza la sua vita sacerdotale e la sua opera caritativa è quella del “Buon Samaritano” dipinta in uno dei muri di Casa Immacolata. Mons. Alfredo Battisti lo definì “Santo della carità” durante l’omelia della celebrazione delle esequie. Per la nostra Chiesa udinese e per tutta la città, la figura di don Emilio è una bella testimonianza di vita sacerdotale da offrire a chiunque volesse spendere la propria vita con amore per Dio e i fratelli e sorelle più fragili”.

Sulla stessa linea anche l’assessora ai Servizi demografici e statistici Arianna Facchini, che sottolinea il valore civico della toponomastica: “Dare un nome ai luoghi significa riconoscere pubblicamente le persone che hanno contribuito a costruire l’identità della nostra comunità. La toponomastica non è un atto neutro: è una forma di racconto collettivo, uno strumento con cui la città sceglie cosa custodire e cosa consegnare al futuro. Queste intitolazioni nascono da un percorso attento e condiviso e rafforzano il legame tra gli spazi urbani e la memoria della città”.

Le nuove denominazioni saranno accompagnate, ove possibile, anche dalla tabellazione in lingua friulana, in coerenza con quanto previsto dalla normativa regionale.