Prosegue l’ondata di tentativi di truffa ai danni degli anziani nel territorio pordenonese, ma questa volta senza conseguenze: nelle giornate di ieri e oggi, 24 e 25 marzo, ben undici raggiri sono stati evitati grazie alla prontezza delle vittime, che hanno riconosciuto l’inganno e allertato immediatamente le forze dell’ordine.
A segnalarlo è la Centrale Operativa dei Carabinieri di Pordenone, che ha ricevuto le chiamate degli anziani contattati da falsi militari. In tutti i casi, le persone prese di mira – in prevalenza donne – hanno interrotto la conversazione e chiamato il 112, seguendo le indicazioni più volte diffuse dall’Arma nelle campagne di prevenzione.
Il copione e i tentativi di truffa.
Le modalità utilizzate dai truffatori sono ormai note e si ripetono con schemi consolidati. Al telefono, i malviventi si spacciano per carabinieri e raccontano di un presunto incidente stradale causato da un familiare, chiedendo denaro per coprire spese legali urgenti ed evitare conseguenze più gravi.
In altri casi, invece, viene simulato il coinvolgimento di un parente in un furto di gioielli: alla vittima viene chiesto di consegnare i propri monili per un presunto “controllo”, che servirebbe a scagionare il familiare dalle accuse.
I tentativi di truffa hanno interessato diversi centri della provincia: tre casi sono stati registrati a Pordenone, due a Caneva, due a Cordenons e due a Porcia. Episodi anche a Fiume Veneto e Roveredo in Piano. Nessuno dei raggiri è andato a segno, un risultato che conferma l’efficacia dell’attività di prevenzione portata avanti dai Carabinieri sul territorio.
La prevenzione funziona
Determinante, in questi casi, è stata la consapevolezza degli anziani, maturata anche grazie agli incontri informativi, alle campagne di sensibilizzazione e alla diffusione di consigli attraverso i media locali. Un lavoro costante che ha permesso di rendere sempre più riconoscibili le tecniche utilizzate dai truffatori.
Proprio in quetsi giorni, i carabinieri hanno arrestato a Tricesimo i due responsabili di una truffa a Travesio, confermando come il fenomeno sia ancora diffuso ma allo stesso tempo sempre più contrastato. L’invito resta quello di mantenere alta l’attenzione, diffidare di richieste di denaro o oggetti preziosi e contattare subito il 112 in caso di dubbi: una semplice telefonata può evitare conseguenze ben più gravi.
