Un autoarticolato immatricolato in Slovenia con la centralina del motore riprogrammata per alterare il funzionamento dei sistemi legati alle emissioni è stato scoperto dalla Polizia locale di Monfalcone durante un controllo. Per conducente e proprietario dell’impresa sono scattate sanzioni complessive per 4.500 euro, oltre al fermo amministrativo del mezzo per tre mesi.
L’accertamento rientra nell’attività avviata dal Comando contro le manomissioni dei veicoli industriali, modifiche che possono avere conseguenze sia sul fronte ambientale sia su quello della concorrenza tra le aziende dell’autotrasporto.
La centralina era stata riprogrammata
Gli approfondimenti tecnici hanno permesso agli agenti di accertare che la centralina del motore era stata modificata, rendendo il veicolo non più conforme alle caratteristiche previste dall’omologazione. Interventi di questo tipo possono agire sul software che gestisce il propulsore e i sistemi di trattamento dei gas di scarico, riducendo o compromettendo l’efficacia dei dispositivi installati per limitare le emissioni inquinanti.
Individuare queste modifiche, però, è sempre più complesso con i normali controlli su strada. Proprio per questo motivo, da alcuni mesi la Polizia locale di Monfalcone utilizza uno specifico software di analisi dei sistemi elettronici dei mezzi pesanti, affidato a personale specializzato.
Cisint: “Controlli sempre più qualificati”
“L’evoluzione tecnologica dei veicoli richiede che anche l’attività di controllo sappia evolversi e dotarsi di strumenti adeguati – dichiara il consigliere delegato alla Sicurezza ed europarlamentare Anna Cisint –. Le alterazioni elettroniche possono essere estremamente sofisticate e difficilmente riconoscibili dall’esterno, per questo abbiamo investito in una strumentazione specifica e nella professionalità della Polizia locale, che ora è in grado di effettuare controlli sempre più qualificati, intervenendo così anche su forme di illegalità nuove e tecnicamente complesse”.
Le conseguenze di queste manomissioni non riguardano soltanto le violazioni amministrative. La modifica dei dispositivi che trattano i gas di scarico può infatti provocare emissioni superiori ai limiti previsti, riducendo l’efficacia dei sistemi pensati per contenere la dispersione delle sostanze inquinanti nell’ambiente.
“Tutela dell’aria e concorrenza corretta”
“Contrastare queste condotte significa agire contemporaneamente su più fronti – prosegue Cisint –: tutelare la qualità dell’aria e quindi la salute dei cittadini, ma anche garantire condizioni di concorrenza corrette tra gli operatori economici. Chi interviene illegalmente sui propri mezzi non può ottenere un vantaggio a discapito delle imprese che sostengono i costi dovuti per mantenere i veicoli conformi alle norme. È una questione di rispetto delle regole e di equità nei confronti di chi lavora correttamente”.
Al termine del controllo sono state contestate sanzioni per complessivi 4.500 euro al conducente e al proprietario dell’impresa. Per l’autoarticolato è stato disposto anche il fermo amministrativo per tre mesi. Essendo il mezzo immatricolato all’estero, le somme previste dalle sanzioni sono state pagate immediatamente.

