Accoglienza, doposcuola e centri estivi: più servizi per studenti e genitori

La Regione stanzia 2 milioni di euro per i servizi extrascolastici.

La Regione Friuli Venezia Giulia rafforza la propria strategia a sostegno delle famiglie e del sistema educativo con un nuovo stanziamento da 2 milioni di euro destinato ai Comuni per potenziare i servizi integrativi extrascolastici. L’intervento punta a strutturare una rete capillare di servizi complementari alla scuola: dal pre e post-scuola al tempo integrato pomeridiano, fino a campus e centri estivi.

L’annuncio è arrivato dall’assessore regionale all’Istruzione Alessia Rosolen, che ha illustrato una misura pensata per rispondere ai cambiamenti demografici e sociali in atto e per offrire un supporto concreto alla conciliazione tra tempi di vita e di lavoro.. “Alla luce dei nuovi scenari demografici e sociali e dei cambiamenti nei bisogni delle famiglie, abbiamo deciso di ampliare e rafforzare la rete regionale dei servizi integrativi extrascolastici, offrendo un sistema capillare e strutturato che sostenga concretamente la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro delle famiglie e promuova il benessere degli studenti”.

“Con questa misura – ha sottolineato Rosolen – mettiamo a disposizione risorse certe e strutturali per rafforzare pre e post-scuola, tempo integrato pomeridiano, campus e centri estivi. È un investimento che guarda alla qualità dell’offerta educativa e al sostegno reale alle famiglie”.

L’intervento rappresenta uno dei primi atti attuativi della legge regionale per l’innovazione sociale e l’attrattività del territorio, approvata a fine 2025, e prevede un sostegno ai Comuni per l’attivazione di servizi integrati extracurricolari complementari all’offerta scolastica, valorizzando anche le risorse educative non formali presenti sul territorio.

Il contributo.

L’assessore Rosolen (al centro) durante la conferenza stampa di presentazione dei servizi integrativi extrascolastici.

Il contributo è destinato alle Amministrazioni comunali in cui ha sede legale un istituto comprensivo. L’attivazione dei servizi avviene tramite un accordo di rete tra il Comune, la scuola, altri Comuni afferenti al medesimo istituto e le scuole paritarie presenti sul territorio.

I servizi sono rivolti agli alunni delle scuole statali dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado. Gli Accordi di rete possono inoltre coinvolgere le scuole paritarie primarie e secondarie di primo grado, qualora le attività non siano già previste nella loro offerta formativa.

Le tipologie di intervento dovranno comprendere: pre-accoglienza; post-scuola; tempo integrato pomeridiano. Le attività potranno includere socializzazione e sviluppo delle competenze trasversali, potenziamento e recupero scolastico, laboratori linguistici, musicali e artistici, nonché attività ludico-motorie e sportive.

Le risorse.

Lo stanziamento complessivo è pari a 2 milioni di euro, suddivisi in 1 milione per il 2026 e 1 milione per il 2027. Le risorse saranno ripartite per il 30% in quota uguale tra i Comuni beneficiari e per il 70% in base al numero di alunni iscritti ai servizi attivati. È prevista inoltre una maggiorazione per i Comuni situati in aree caratterizzate da marginalità, spopolamento o scarsa accessibilità ai servizi, come individuate dalla Strategia regionale per le aree interne, nonché per i Comuni con popolazione inferiore a 3 mila abitanti.

Le domande dovranno essere presentate entro il 30 giugno di ogni anno. Accanto alla misura rivolta ai Comuni, la Regione ha voluto garantire i medesimi servizi anche alle scuole dell’infanzia paritarie.

“Abbiamo previsto – ha evidenziato l’assessore – una riserva del 2% del fondo destinato alle spese generali di funzionamento per le scuole materne paritarie che amplieranno l’offerta, garantendo un’estensione delle fasce orarie o un prolungamento delle giornate di apertura oltre il calendario ordinario. È un segnale concreto di attenzione verso il territorio e verso le famiglie che necessitano di servizi più flessibili e continuativi”.

Dai progetti sperimentali al sistema strutturale: i risultati in Fvg

“Si tratta, nel suo complesso, di un percorso già avviato e ora potenziato – ha rimarcato l’esponente della Giunta Fedriga -. La nuova legge dà organicità e rafforza interventi che la Regione aveva già avviato negli anni scorsi: con la legge regionale sull’istruzione, infatti, avevamo già previsto – in via sperimentale – contributi ai Comuni per l’attivazione di servizi integrativi extrascolastici nelle scuole statali delle aree interne del Friuli Venezia Giulia”.

I risultati hanno evidenziato un impegno crescente: nell’anno scolastico 2024/25 sono stati 17 i Comuni beneficiari per un importo complessivo di 121.094 euro; nell’anno scolastico 2025/26 sono stati invece 16 i Comuni beneficiari per un importo complessivo di 168.688 euro.

“Con la legge quadro sulla famiglia – ha aggiunto Rosolen – finanziamo inoltre i progetti degli enti del Terzo settore per la realizzazione di doposcuola e centri estivi. Nel 2025 sono stati finanziati 33 doposcuola (737.286 euro) e 32 centri estivi (497.846 euro). Il bando 2026 è in uscita a marzo”.

Nell’ambito della programmazione del Fondo Sociale Europeo Plus (Fse+) 2021/27, è attivo anche il progetto Attivascuola, con una dotazione di 8,1 milioni di euro: nel 2025, sono stati finanziati 162 campus estivi che hanno visto la partecipazione di 2.119 studenti. Anche per la prossima estate sono in cantiere attività nei mesi di luglio e settembre.

“Attraverso questo insieme coordinato di strumenti e misure – ha concluso Rosolen – confermiamo l’impegno della Regione a costruire un sistema educativo integrato, inclusivo e vicino alle famiglie, capace di sostenere lo sviluppo delle comunità e l’attrattività del territorio, in particolare quelli più fragili“. Per illustrare nel dettaglio le nuove misure, è stato organizzato un webinar informativo rivolto agli amministratori locali, in programma lunedì 23 febbraio alle ore 15.