Cresce l’allarme incendi in Friuli Venezia Giulia: sono già 379 dall’inizio dell’anno

I dati sugli incendi in Friuli Venezia Giulia: già superato il dato dello scorso anno.

Cresce il numero degli incendi di boschi, sterpaglie e colture in Friuli Venezia Giulia. Dall’inizio del 2026 i Vigili del fuoco hanno effettuato 379 interventi, già 39 in più rispetto ai 340 registrati nell’intero 2025.

Il bilancio è stato tracciato dal direttore regionale dei Vigili del fuoco, Luigi Giudice, secondo il quale il 2026 si sta rivelando particolarmente impegnativo, anche a causa delle elevate temperature che interessano il territorio.

In poco più di un mese 128 interventi

Una parte consistente degli incendi si è concentrata nelle ultime settimane. Dal 1° luglio al 3 agosto sono stati effettuati 128 interventi, dei quali 117 nel solo mese di luglio e altri 11 nei primi tre giorni di agosto. La provincia maggiormente interessata è quella di Udine, con 207 interventi dall’inizio dell’anno. Seguono Pordenone con 90, Trieste con 45 e Gorizia con 37.

La Regione ha dichiarato la fase di massima pericolosità per gli incendi boschivi, mantenendo in allerta il sistema regionale di soccorso su tutto il territorio.

Nel 2022 furono sfiorati i mille incendi

I 379 interventi registrati nel 2026 hanno già superato non soltanto il dato del 2025, ma anche i 377 del 2023. Nel 2024 gli interventi erano stati 394, mentre il termine di paragone più critico resta il 2022, quando in Friuli Venezia Giulia furono registrati 997 incendi di boschi, sterpaglie e colture. Giudice ha espresso l’auspicio che l’attuale stagione non raggiunga la gravità del 2022, pur sottolineando come i numeri raccolti finora impongano di mantenere alta l’attenzione.

A Padriciano decisivo lo schieramento di uomini e mezzi

Tra gli episodi che hanno destato maggiore preoccupazione c’è il recente incendio scoppiato a Padriciano, sul Carso triestino. Le fiamme si erano avvicinate a una casa di riposo e, nelle prime fasi dell’emergenza, era stata presa in considerazione anche la possibilità di evacuare gli ospiti. L’operazione sarebbe stata particolarmente complessa, ma il rapido dispiegamento di uomini, mezzi terrestri e risorse aeree ha permesso di contenere il fronte del fuoco e di proteggere la struttura.

Terminata la fase più critica, i Vigili del fuoco stanno continuando a monitorare l’area con i droni, utilizzati per individuare eventuali focolai nascosti o punti ancora caldi. Le squadre sono inoltre impegnate nelle operazioni di bonifica, necessarie per evitare nuove ripartenze dell’incendio.

L’appello alla prudenza nei boschi e nei campi

Il direttore regionale ha richiamato anche l’attenzione sui comportamenti da adottare durante le giornate di maggiore pericolo. La gestione degli incendi boschivi rientra nelle competenze regionali, ma la prevenzione dipende anche dalla prudenza di chi frequenta boschi, campagne e aree naturali.

Secondo Giudice, molti episodi possono essere evitati attraverso comportamenti responsabili e una maggiore attenzione nell’utilizzo di fiamme, attrezzature o mezzi che potrebbero innescare un incendio. Restano intanto in corso gli accertamenti sulle cause del rogo di Padriciano. Al momento non viene esclusa alcuna ipotesi, compresa quella dolosa. Le relazioni tecniche saranno completate al termine delle operazioni di bonifica e messe a disposizione degli investigatori.