L’ondata di calore che sta investendo il Friuli Venezia Giulia entra anche nelle scuole. Lo Snals-Confsal Fvg ha inviato una richiesta urgente all’Ufficio scolastico regionale, chiedendo l’emanazione di una circolare regionale per tutelare la salute e la sicurezza del personale scolastico e dei bambini, con particolare attenzione alle scuole dell’infanzia.
La nota, firmata dal segretario regionale Mauro Grisi e indirizzata alla direttrice generale dell’Usr Fvg Patrizia Pavatti, segnala una situazione definita “gravissima” in numerosi plessi scolastici della regione, dove le alte temperature stanno rendendo sempre più difficile la permanenza nelle aule, nei refettori e negli spazi comuni.
Aule e mense senza condizionamento
Secondo quanto riportato dal sindacato, da diversi istituti stanno arrivando segnalazioni di temperature interne che superano stabilmente i 29 e i 30 gradi, con picchi documentati fino a 33 gradi nelle ore pomeridiane. Una situazione particolarmente critica nelle scuole dell’infanzia, dove bambini molto piccoli e personale scolastico trascorrono molte ore in ambienti spesso privi di climatizzazione.
Il problema, evidenzia lo Snals, riguarda soprattutto la quasi totale assenza di impianti di condizionamento in sezioni e refettori. Anche laddove siano presenti alcuni locali climatizzati, come piccole aule, palestrine o anfiteatri, gli spazi risultano spesso troppo ridotti per accogliere interi plessi o garantire il regolare svolgimento delle attività.
Particolarmente delicata è anche la situazione delle mense, dove il caldo viene amplificato dalla presenza contemporanea dei bambini e dalla somministrazione dei pasti caldi, rendendo l’ambiente ancora più pesante nelle ore centrali della giornata.
“A rischio bambini e personale scolastico”
Nella richiesta inviata all’Ufficio scolastico regionale, il sindacato richiama l’attenzione sulla fascia d’età degli alunni delle scuole dell’infanzia, che non hanno ancora piena autonomia nella percezione della sete, della disidratazione e della gestione del caldo. Questo comporta, secondo lo Snals, un aumento dello sforzo assistenziale richiesto a docenti e collaboratori scolastici.
Il personale, viene sottolineato, si trova a lavorare in condizioni difficili, svolgendo mansioni ad alta intensità fisica, dall’assistenza diretta alla vigilanza, fino alla gestione dei pasti, in ambienti privi di adeguato ricircolo d’aria. Il rischio segnalato è quello di spossatezza, cali di pressione e colpi di calore.
Lo Snals richiama anche il Documento di valutazione dei rischi e il decreto legislativo 81 del 2008 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, chiedendo che vengano garantite condizioni microclimatiche idonee alla salute e alla sicurezza del personale.
La richiesta all’Ufficio scolastico regionale
Da qui la richiesta di un intervento immediato da parte dell’Usr Fvg. Il sindacato chiede l’emanazione di una circolare urgente indirizzata a tutti i dirigenti scolastici della regione, affinché venga effettuato un monitoraggio immediato delle condizioni di lavoro e dello stato di salute del personale docente e Ata nei plessi privi di condizionamento.
Tra le misure sollecitate ci sono la rimodulazione delle attività didattiche, l’utilizzo degli spazi all’aperto solo nelle ore più fresche, la turnazione negli eventuali locali climatizzati e l’attivazione dei Comuni, proprietari degli immobili scolastici, per interventi strutturali o d’urgenza.
Lo Snals chiede inoltre che vengano valutate soluzioni temporanee di refrigerazione e, nei casi più critici, provvedimenti di sospensione o riduzione dell’orario delle attività, qualora non sussistano le condizioni minime di sicurezza per bambini e personale.
Il nodo degli edifici scolastici
La richiesta arriva in un momento in cui il caldo sta mettendo sotto pressione diversi settori, con misure già adottate in ambito lavorativo per limitare i rischi legati alle temperature elevate. Secondo il sindacato, però, il comparto scolastico, e in particolare quello dedicato alla fascia 0-6 anni, resta esposto a una vulnerabilità che richiede risposte rapide.

