Sei milioni per recuperare case da affittare o vendere: contributi fino a 52 mila euro

Sei milioni di euro per recuperare e riqualificare immobili esistenti in Friuli Venezia Giulia e destinarli alla locazione o alla vendita. È la dotazione iniziale prevista per il 2027 dal nuovo bando regionale rivolto alle imprese, approvato oggi in via preliminare dalla Giunta. Per gli immobili destinati all’affitto il contributo può arrivare a 52 mila euro per unità, mentre per quelli destinati alla vendita il limite è di 38 mila euro.

La misura, prevista dalla legge regionale 8/2025, finanzia interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia su immobili già esistenti sul territorio regionale. L’obiettivo è rimettere in circolo edifici inutilizzati o da recuperare, aumentando l’offerta abitativa e favorendo anche la disponibilità di alloggi per lavoratori e studenti.

“Con questo bando mettiamo a disposizione delle imprese 6 milioni di euro per recuperare e riqualificare il patrimonio immobiliare esistente del Friuli Venezia Giulia, favorendo la rigenerazione urbana e ampliando l’offerta di alloggi“, ha spiegato l’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante. “La misura sostiene il riuso degli edifici e accompagna gli investimenti rivolti anche al miglioramento energetico e alla sicurezza degli immobili”.

Contributi fino a 52 mila euro per ogni alloggio

Il contributo può raggiungere i 52 mila euro per ciascuna unità immobiliare destinata alla locazione e i 38 mila euro per quelle destinate alla vendita, con un tetto massimo di 1,5 milioni di euro per ogni domanda.

Gli immobili destinati all’affitto dovranno essere messi a disposizione per almeno cinque anni attraverso contratti a canone concordato o contratti transitori, con esclusione della destinazione turistica. Per gli immobili destinati alla vendita, invece, il prezzo massimo sarà stabilito dalla Regione e resterà vincolato per cinque anni secondo le modalità previste dal bando.

L’investimento ammesso dovrà avere un valore minimo di 100 mila euro. Nel regime de minimis, il contributo potrà coprire fino al 50 per cento della spesa ammissibile. Per specifici interventi di efficientamento energetico finanziati attraverso il regime GBER, la percentuale potrà arrivare al 70 per cento.

Premi per sicurezza, energia e accessibilità

La misura prevede anche interventi per l’efficientamento energetico e l’installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili. La graduatoria darà priorità agli interventi di adeguamento e miglioramento sismico, seguiti da quelli per l’abbattimento delle barriere architettoniche, dalla pronta cantierabilità e dal recupero di immobili appartenenti alle classi energetiche F e G.

Un ulteriore elemento premiale riguarda la destinazione degli alloggi a lavoratori e studenti. È inoltre prevista una maggiorazione una tantum di 25 mila euro per la realizzazione di unità catastali C/1 o C/3, cioè negozi e laboratori, quando nell’intervento sia presente almeno un’unità di categoria A ammessa al contributo.

Chi può chiedere i contributi

Il bando è rivolto a società di persone e di capitali, cooperative, consorzi e società consortili costituiti prima del primo gennaio 2026 e titolari dei diritti previsti dal bando sugli immobili interessati.

Per gli interventi finanziati esclusivamente in regime de minimis sono ammissibili anche i lavori iniziati dal primo gennaio 2026. Nel caso del regime GBER, invece, l’avvio dei lavori dovrà essere successivo alla presentazione della domanda.

È prevista anche la possibilità di ottenere il contributo in anticipo, presentando una fideiussione bancaria o assicurativa. Nei casi finanziati in regime de minimis, il costo della fideiussione rientra tra le spese ammissibili.

La misura non è ancora nella fase di presentazione delle domande. La deliberazione approvata dalla Giunta sarà ora trasmessa alla Commissione consiliare competente per il previsto parere. L’apertura dei termini per le richieste sarà disposta successivamente con un decreto del direttore del Servizio competente.