Dopo i danni della siccitá, in Fvg dal governo arrivano le briciole

L'assessore regionale Stefano Zannier

Siccità, la Regione Fvg chiede lo stato di eccezionalità.

Siccità e pesanti danni all’agricoltura, la Regione Fvg chiede al Governo di riconoscere lo stato di eccezionalità legato alla situazione di grave carenza d’acqua che ha colpito e sta colpendo la regione in particolare a partire dallo scorso mese di maggio.

Con una delibera della Giunta regionale, su proposta dell’assessore alle risorse Agricole Stefano Zannier, si chiede al ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali di dichiarare l’esistenza di eccezionalità dell’evento “siccità” che dalla primavera scorsa sta causando rilevanti ripercussione al comparto dell’agricoltura regionale.

La delibera approvata dall’Esecutivo regionale inoltre indica i territori danneggiati (si tratta di larga parte dei Comuni di tutte e quattro le aree territoriali provinciali) ed elenca anche le tipologie delle colture danneggiate. Il ministero dovrà anche quantificare le richieste di spesa sulla base degli importi che la Regione ha provveduto a comunicare lo scorso 3 ottobre.

La campagna agraria 2021-2022 in Friuli Venezia Giulia – come emerge dalla documentazione inviata al ministero a supporto della richiesta – è stata pesantemente condizionata da una eccezionale carenza di precipitazioni e da temperature estive abbondantemente sopra la media. Tale andamento climatico – che non ha precedenti negli ultimi decenni – ha danneggiato significativamente la produttività delle colture agrarie riducendo in modo deciso le quantità delle produzioni e compromettendo i raccolti.

Le colture più colpite.

Le colture che hanno subito le ripercussioni più pesanti nell’intero territorio regionale sono in particolare quelle di granoturco, soia, cereali autunno-vernini, erba medica, prato polifita, erbai avvicendati, girasole, sorgo, patate e barbabietole da zucchero. Danni ingenti, inoltre, per melo non irriguo, soprattutto nel territorio udinese. Mentre nell’area triestina si sono registrati pesanti ripercussioni sugli ulivi, oltre che su seminativi, coltivazioni arboree specializzate e le ortive da campo.

“In Friuli Venezia Giulia i danni da siccità all’agricoltura sono stimati in 250 milioni di euro. Il fondo nazionale non è sufficiente, se si considera che dal Piemonte ad Est tutte le regioni hanno stime simili in proporzione. La richiesta dello stato di eccezionalità apre al ricorso agli indennizzi nazionali, ma è ora di pensare ad uno strumento diverso perché i fondi di solidarietà non hanno più le capienze sufficienti”.

Per Zannier “la frequenza degli eventi siccitosi impone di pensare ad una forma di assicurazione quasi obbligatoria, perché è troppo oneroso per l’amministrazione e gli imprenditori far fronte a interventi di emergenza”.

Quanto alla produzione vinicola sarà al centro di alcuni appuntamenti che prenderanno in considerazione l’incidenza delle fitopatie, il clima cambiato, le crisi politico-pandemiche, fattori che faranno riprogrammare la viticoltura già dal 2023.