Fvg, l’edilizia perde l’11% degli occupati ma riparte con 800 cantieri per riqualificare le case

Il settore delle costruzioni in Friuli Venezia Giulia sta attraversando una fase di profonda trasformazione dopo la conclusione dell’era del Superbonus: nel primo semestre del 2026 gli occupati nell’edilizia regionale sono diminuiti dell’10,8%, ma il comparto artigiano si conferma la spina dorsale del settore e guarda alla ripartenza grazie ai nuovi interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio.

Secondo i dati congiunturali Istat, la quota di addetti dell’artigianato sul totale delle costruzioni in Fvg raggiunge il 56,2%, un dato nettamente superiore alla media italiana del 45,3%. Un elemento che, secondo Confartigianato Fvg, conferma il ruolo centrale delle piccole imprese nel sistema regionale delle costruzioni.

L’artigianato resta il motore dell’edilizia regionale

“Ci confermiamo motore del settore edile in Friuli Venezia Giulia – dichiara il presidente di Confartigianato Fvg, Graziano Tilatti –. Le nostre imprese si presentano anche più strutturate rispetto al panorama nazionale, con una media di 1,89 addetti”.

Per Tilatti, la capacità di adattamento delle imprese artigiane si accompagna alle scelte messe in campo dalla Regione. “Lo dobbiamo all’agilità delle nostre aziende, capaci di interpretare e adattarsi ai tempi, ma anche alla lungimiranza della Regione Fvg. Con le leggi 8 e 9 dell’estate scorsa e i relativi bandi per l’edilizia privata, la Regione sta consentendo la rigenerazione del patrimonio edilizio sul territorio e la tenuta di un comparto che alimenta una lunghissima filiera economica”.

Occupati in calo dopo la fine del Superbonus

Il dato più evidente del primo semestre 2026 è la riduzione degli occupati nel settore costruzioni: complessivamente in Friuli Venezia Giulia il calo è stato del 10,8%. La flessione ha riguardato tutte le province, anche se con intensità diverse: a Gorizia gli occupati sono diminuiti del 2,9%, a Pordenone del 17,8%, a Trieste del 21,2% e a Udine del 2,8%.

Per Confartigianato Edilizia Fvg, tuttavia, il dato non deve essere letto come una crisi strutturale del comparto. “Non si tratta di licenziamenti o cassa integrazione – chiarisce il presidente di Confartigianato Edilizia Fvg, Paolo Dri –. Terminato il Superbonus, le imprese estere, in particolare dai Balcani, attratte dall’impennata della domanda se ne sono andate, mentre sul territorio pesa un’elevata età media delle maestranze e i relativi pensionamenti”.

Secondo Dri, il settore continua comunque a essere sostenuto da diversi fattori: “Il settore sta dando ancora soddisfazione grazie al Pnrr, ai lavori in coda dei bonus e all’apertura imminente di circa 800 cantieri sostenuti dai contributi regionali per l’efficientamento”.

La sfida della riqualificazione energetica delle case

La prospettiva futura del comparto è legata anche alla necessità di intervenire sul patrimonio edilizio regionale. In Friuli Venezia Giulia il 67,1% degli immobili è stato costruito prima del 1980, mentre il 42,6% degli edifici si trova nelle classi energetiche F o G.

Un patrimonio che rappresenta una grande opportunità per il settore delle costruzioni e, in particolare, per l’artigianato. “L’artigianato ha le competenze per contribuire a realizzare la transizione green del territorio in dialogo costruttivo con le nostre istituzioni”, conclude il presidente Tilatti.

La sfida dei prossimi mesi sarà quindi quella di accompagnare la trasformazione del settore dopo il Superbonus, puntando sulla riqualificazione energetica degli edifici e sui nuovi cantieri sostenuti dai contributi regionali.

Le imprese più solide e il rapporto con le banche

Un altro elemento evidenziato da Confartigianato riguarda il rapporto tra aziende edili e sistema creditizio. Nel primo semestre del 2026 il Friuli Venezia Giulia si è posizionato al primo posto in Italia per crescita dei prestiti alle costruzioni, con un aumento del 14,6%, contro il -2,4% registrato a livello nazionale.

Un risultato che, secondo Paolo Dri, è legato alla maggiore solidità raggiunta dalle imprese negli ultimi anni. “La maggior credibilità delle nostre imprese edili nel confronto con il sistema creditizio non è un fenomeno occasionale. In virtù degli ultimi anni proficui che abbiamo vissuto, molte imprese hanno rafforzato la patrimonializzazione delle loro società e, forti di questa solidità, stanno investendo”.

Anche il segretario generale di Confartigianato Fvg, Enrico Eva, sottolinea il miglioramento della posizione delle aziende nei confronti del mercato bancario: “I nostri documenti contabili sono più presentabili sul mercato bancario. La gestione prudenziale dei costi ha temporaneamente frenato le assunzioni, ma il sentiment resta positivo e confidiamo in una ripresa già a partire da settembre”.

Restano però alcune criticità legate agli adempimenti e alla gestione del personale. “Sono, invece, asfissianti le procedure per la gestione del personale, esasperate dal nuovo “badge” di cantiere. Molte imprese ci dicono: siamo a un punto di non ritorno”, aggiunge Eva.