Farmacie, più servizi e nuovi esami: cosa cambia in FVG col nuovo accordo

Le farmacie del Friuli Venezia Giulia diventano sempre più un presidio centrale del sistema sanitario regionale. A Udine è stato sottoscritto il nuovo Accordo integrativo regionale con le organizzazioni di settore, che rafforza la cosiddetta “farmacia dei servizi” e ne amplia funzioni, prestazioni e risorse economiche.

L’intesa punta a consolidare il ruolo delle farmacie come punto di accesso diffuso alla sanità territoriale, soprattutto nelle aree rurali e periferiche.

Il ruolo delle farmacie nel sistema sanitario

“Le farmacie rappresentano un punto di salute diffuso sul territorio, con una capillarità che consente di intercettare i bisogni delle persone e di dare risposte vicine, accessibili e qualificate. Il rinnovo dell’Accordo integrativo regionale conferma e rafforza un’alleanza fondamentale per la sostenibilità del Servizio sanitario regionale e per il contrasto all’inappropriatezza”, afferma l’assessore alla Salute Riccardo Riccardi.

“Abbiamo dato continuità a un percorso avviato tre anni fa e lo abbiamo aggiornato rispetto alla trasformazione dei bisogni di salute”, spiega Riccardi. “In Friuli Venezia Giulia ci sono circa 400 farmacie, quasi la metà delle quali rurali o collocate in aree marginali. Questa rete è un presidio essenziale: sostiene l’accesso ai servizi e contribuisce a rendere più equilibrato il rapporto tra domanda di salute e risposte del sistema”.

Nuovi servizi e potenziamento della telemedicina

Il nuovo accordo conferma i servizi già attivi nelle farmacie: prenotazioni CUP, vaccinazioni, screening, distribuzione di farmaci e dispositivi per il monitoraggio dei pazienti diabetici.

A queste attività si aggiungono nuovi servizi legati alla telemedicina, tra cui elettrocardiogrammi, holter cardiaci e spirometrie, con ulteriori prestazioni che verranno definite in collaborazione con le Aziende sanitarie. “Le farmacie sono strutture nelle quali opera una componente professionale riconosciuta, capace di orientare il cittadino, rassicurarlo e indirizzarlo verso il percorso più appropriato”, sottolinea l’assessore.

Più farmaci disponibili e distribuzione per conto

L’accordo amplia inoltre l’elenco dei medicinali del Prontuario della distribuzione diretta che potranno essere erogati attraverso la distribuzione per conto. Sono comprese anche alcune categorie di farmaci finora distribuite direttamente dalle strutture ospedaliere, con l’obiettivo di migliorare il servizio ai cittadini grazie alla rete delle farmacie di comunità.

Tra le novità dell’accordo rientra anche l’estensione della distribuzione per conto ai dispositivi medici a bassa complessità, come lancette, aghi e altri dispositivi monouso. Il percorso informatizzato di prescrizione, avviato nel 2024 e a regime in tutta la regione da settembre 2025, consente al cittadino di recarsi in farmacia con la sola tessera sanitaria. In prospettiva potrà essere esteso anche ad altri dispositivi.

Investimenti e risorse: fino a 1 milione di euro

Sul piano economico, la Regione ha previsto un percorso di rafforzamento progressivo della misura, con 250mila euro nel 2026 e 1 milione di euro dal 2027. Le risorse sono destinate allo sviluppo della farmacia dei servizi e al sostegno delle farmacie rurali e a basso fatturato, attraverso un fondo regionale di solidarietà.

“Queste risorse servono a mantenere e rafforzare una rete che opera in territori nei quali l’equilibrio economico delle attività può essere più fragile”, evidenzia Riccardi.

Digitalizzazione e nuovi strumenti per la sanità territoriale

Un altro capitolo riguarda la digitalizzazione dei processi tra farmacie e Aziende sanitarie, attraverso il Portale regionale Farmaceutica FVG. Il sistema permetterà la gestione delle ricette dematerializzate, il monitoraggio della distribuzione dei farmaci e una maggiore integrazione tra strutture sanitarie e territorio. La sperimentazione è in fase di chiusura e il sistema sarà presto a regime su tutto il territorio regionale.

“Il Friuli Venezia Giulia viene riconosciuto come una delle realtà più avanzate in questo ambito – conclude Riccardi -. Abbiamo anticipato scelte poi maturate anche a livello nazionale, investendo su un modello che rende il sistema sanitario più vicino, più solido e più aderente ai bisogni delle persone”.