Trieste torna a essere un grande set cinematografico. Il premio Oscar Gabriele Salvatores è nuovamente in Friuli Venezia Giulia per le riprese de “La variante di Lüneburg”, il suo nuovo film tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore goriziano Paolo Maurensig, pubblicato da Adelphi. Un noir ambientato nell’affascinante e oscuro mondo degli scacchi, con un cast che comprende Toni Servillo, Sebastian Koch, Damian Hardung, Eduardo Scarpetta e Thomas Prenn.
Per Salvatores si tratta di un ritorno in una regione che conosce bene: qui ha già realizzato sei film, l’ultimo dei quali “Napoli-New York”, girato nel capoluogo giuliano nel 2023. Questa volta la macchina da presa si muoverà tra palazzi storici, caffè letterari e luoghi simbolo di Trieste, per raccontare una vicenda che attraversa oltre quarant’anni.
Un duello lungo quarant’anni, tra scacchi e oscurità
Al centro del film c’è una sfida che si consuma sulla scacchiera e si protrae per decenni, in un intreccio di rivalità, ossessioni e tensioni psicologiche. Una storia complessa da portare sul grande schermo, come ha raccontato lo stesso regista.
“È la storia di un duello che dura più di quarant’anni e che i due avversari combattono sul campo di battaglia di una scacchiera. Gli scacchi! Lo sport più violento che esista e, forse, il meno cinematografico. Una bella sfida che mi è piaciuto raccogliere. La dimensione violenta, magica, esoterica e misteriosa degli scacchi, quella sì che è cinematografica! Maurensig sognava un film di penombre, di buio e di fuoco, avvincente e crudele. Spero di poterlo accontentare…”, ha spiegato Gabriele Salvatores.
Il regista ha espresso anche il piacere di lavorare nuovamente a Trieste, una città che continua a sorprenderlo per la ricchezza delle sue ambientazioni. “È un piacere tornare a girare in Friuli Venezia Giulia. Trieste è una città che rivela continuamente dei tesori, soprattutto in termini di palazzi, di scorci inaspettati. La difficoltà in questo progetto è che il film ha tantissime location: si cambia continuamente ambientazione e questo complica il lavoro della produzione, della scenografia e di tutto il gruppo di lavoro”.
Le riprese toccheranno la Camera di Commercio, il Museo Sartorio, il palazzo delle Poste, Villa Tripcovich, il Caffè San Marco, il Caffè Tommaseo e il Museo Revoltella, oltre all’ex polveriera di Borgo Grotta Gigante, nel territorio di Sgonico. Tra le ambientazioni scelte anche la celebre libreria antiquaria di Umberto Saba, dove venerdì 23 ottobre è stata girata una scena con Damian Hardung.
Toni Servillo: “Trieste è una città affascinante, piena di storia”
A rendere ancora più importante la produzione è la presenza di un cast di primo piano, a partire da Toni Servillo, che torna a collaborare con Salvatores. “La cosa che più mi ha affascinato è tornare a lavorare con Gabriele Salvatores. Come accade nelle grandi sinfonie, vedo Gabriele dirigere come un direttore d’orchestra con grande dedizione e passione. È un racconto, come la musica, ricco di suggestioni e che trasporta i nostri pensieri in tante direzioni”.
L’attore ha riservato parole di apprezzamento anche alla città che ospita le riprese: “In più è molto bello per me recitare a Trieste. Nei momenti in cui sono libero, fuori dal set, mi godo la città, gli scorci di Saba. È una città molto affascinante, piena di storia letteraria e musicale”.
Entusiasta anche Damian Hardung, alla sua prima esperienza sul set con il regista premio Oscar. “È il mio primo film con Gabriele Salvatores ed è sicuramente una sfida, perché vengo da progetti completamente diversi, ma anche un grande onore per me essere parte del cast. Inoltre, in questo film ho la possibilità di recitare sia in italiano, che in tedesco. È un privilegio lavorare al fianco di un attore come Toni Servillo, dal quale sto apprendendo molto”.
La soddisfazione è condivisa dalla produttrice Raffaella Leone, CEO di Leone Film Group, che ha sottolineato il valore artistico e produttivo del progetto. “Quello che mi ha spinto a raccogliere fin da subito la sfida di questo progetto è stato il desiderio di lavorare con Gabriele Salvatores, che è un regista che stimo moltissimo, in particolare per la sua capacità di trasformare in grande cinema spunti e idee sempre diverse. Quando mi è arrivata la sceneggiatura, l’ho letta tutta d’un fiato ed è stato un colpo di fulmine”.
Leone ha evidenziato anche l’importanza dell’accoglienza ricevuta in regione: “Questo film rappresenta il progetto più impegnativo per la nostra produzione, ma al contempo è un grandissimo piacere lavorare con il gruppo di lavoro, si è creato un bellissimo clima. Devo dire che anche l’accoglienza del territorio per una produzione è fondamentale, e qui in Friuli Venezia Giulia abbiamo trovato un’ospitalità ineguagliabile, che mi porta a pensare che ci saranno altre occasioni per tornare in questa regione”.
Nove settimane di riprese tra Trieste e Roma
La lavorazione si svilupperà nell’arco di nove settimane, tra Trieste e Roma, coinvolgendo numerose maestranze del Friuli Venezia Giulia e comparse selezionate sul territorio. Un’opportunità lavorativa per i professionisti locali e un’ulteriore occasione di visibilità per la regione.
Il legame con il territorio è particolarmente significativo anche per l’origine letteraria del progetto. Paolo Maurensig, autore del romanzo da cui è tratto il film, è stato infatti una delle voci più importanti della narrativa friulana contemporanea. “Il ritorno di Gabriele Salvatores in Friuli Venezia Giulia attesta il forte legame tra la nostra Regione e il grande cinema d’autore”, ha commentato l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini.
L’assessore ha ricordato come la pellicola rappresenti un motivo di particolare orgoglio proprio perché nasce dall’opera dello scrittore goriziano, protagonista della cultura regionale tra gli anni Novanta e l’inizio degli anni Duemila. Bini ha inoltre sottolineato il ruolo della Friuli Venezia Giulia Film Commission, che contribuisce ad attirare produzioni nazionali e internazionali grazie alle professionalità presenti sul territorio. Il cinema, ha osservato, rappresenta anche uno dei principali strumenti di promozione della regione, capace di far conoscere all’estero paesaggi, luoghi e identità del Friuli Venezia Giulia.
“La variante di Lüneburg” è una produzione Lotus Production, società di Leone Film Group, con Rai Cinema, in associazione con Vice Pictures, Indiana Production, società Vuelta, e MDE. Il film è prodotto da Raffaella Leone e Andrea Leone, con Francesco Melzi d’Eril, Leonardo Maria Del Vecchio, Riccardo Volpato, Marco Cohen, Benedetto Habib, Fabrizio Donvito e Daniel Campos Pavoncelli.
La produzione si avvale del sostegno della Friuli Venezia Giulia Film Commission – PromoTurismoFVG e del patrocinio del Comune di Sgonico. Tra i professionisti impegnati dietro la macchina da presa figurano Diego Indraccolo alla fotografia, Rita Rabassini alla scenografia, Patrizia Chericoni ai costumi, Federico De Robertis alle musiche e Giacomo Scortichini come aiuto regista.

