Una sede per incontrarsi e progettare nuove attività, insieme a un monumento dedicato agli alpini “andati avanti”: il Gruppo alpini di Torviscosa ha inaugurato due luoghi destinati a tenere insieme memoria, vita associativa e servizio alla comunità. Alla cerimonia del 24 ottobre è intervenuto il presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin, che ha sottolineato il ruolo delle penne nere nei paesi e il sostegno dell’assemblea legislativa al loro impegno.
Per Bordin la giornata ha un doppio significato: da una parte l’apertura di uno spazio di incontro, dall’altra la realizzazione di un segno pubblico dedicato al ricordo. La sede potrà ospitare il confronto e la nascita di nuove progettualità a beneficio del paese; il monumento richiama invece il sacrificio di chi ha preceduto le generazioni di oggi. Due funzioni diverse, unite dall’idea che la memoria possa accompagnare un impegno concreto nel presente.
«Gli alpini sono un presidio nei nostri paesi: sostengono i cittadini e con la loro presenza portano forza, vitalità ed energia», ha detto Bordin, aggiungendo che «è un impegno che anche il Consiglio regionale riconosce e sostiene». Il presidente ha descritto il gruppo non soltanto come una realtà associativa, ma come una presenza capace di contribuire alla vita quotidiana della comunità.
Una sede per ritrovarsi e coinvolgere i giovani
Nel suo intervento Bordin ha insistito sul valore della nuova sede oltre la disponibilità materiale di un locale. La casa degli alpini, ha spiegato, trova significato nelle persone che la frequentano e nei rapporti che si costruiscono al suo interno. «Una sede ha un cuore, fatto delle persone che la vivono e della loro capacità di sentirsi parte di una famiglia», ha affermato.
Il luogo è pensato anche come spazio per trasmettere alle nuove generazioni il senso di appartenenza e la partecipazione alla vita collettiva. Il ricordo di chi è “andato avanti”, ha osservato Bordin, porta con sé una responsabilità: condividere con gli altri, in particolare con i giovani, il valore di far parte di una comunità. La sede e il monumento diventano così due riferimenti distinti, ma collegati: uno rivolto alla continuità delle relazioni, l’altro alla custodia della memoria.
A illustrare il significato delle opere è stato anche il capogruppo Gianfranco Monte. La nuova sede sarà «la casa di tutti gli alpini, di ieri e di oggi», ha detto, un posto dove conservare ricordi, gagliardetti e fotografie, ma soprattutto dove continuare a ritrovarsi e a mettersi a disposizione del paese. Monte l’ha definita «una porta sempre aperta per chi ha bisogno», indicando nell’accoglienza e nel servizio i tratti che il gruppo vuole associare alla propria nuova casa.
Il monumento e il legame con il paese
Bordin ha richiamato il contributo di diverse realtà alla realizzazione del monumento, presentandolo come un’opera in cui può riconoscersi una parte ampia della comunità. Nel suo intervento ha collegato il ricordo di chi si è sacrificato al rispetto delle regole di convivenza e all’impegno per il bene comune. Ha inoltre richiamato il rispetto dovuto a chi indossa una divisa, alle Forze dell’ordine e alle istituzioni.
Il sindaco Enrico Monticolo ha ringraziato gli alpini per la disponibilità dimostrata verso il territorio. «Siete sempre presenti e pronti a dare una mano», ha dichiarato. Il primo cittadino ha ricordato che l’amministrazione ha investito sulle associazioni, considerate «il motore e il volano di una comunità», e ha sottolineato il valore della collaborazione: «lavorando uniti possiamo crescere e migliorare insieme».
Monticolo ha infine indicato nella sede un possibile punto di incontro non solo per gli alpini, ma anche per le nuove generazioni, favorendo occasioni di partecipazione. La doppia inaugurazione di Torviscosa riunisce così la funzione associativa della nuova casa, l’omaggio a chi è scomparso e il riconoscimento del lavoro volontario svolto sul territorio. Un legame tra passato e presente che, nelle parole dei rappresentanti intervenuti, trova espressione nella cura della comunità e nella possibilità di coinvolgere chi verrà dopo.

