Lavoro, i dati sulle assunzioni in Friuli Venezia Giulia.
Le imprese del Friuli Venezia Giulia programmano 8.570 entrate nel mese di febbraio 2026, facendo registrare un calo di 230 unità rispetto allo stesso mese del 2025. La tendenza negativa si estende anche alla proiezione per il trimestre febbraio-aprile, che con 28.020 contratti previsti segna una flessione di 1.730 unità rispetto all’anno precedente.
Nonostante questo rallentamento complessivo, il comparto dei servizi resta il motore principale della domanda di lavoro con 5.340 ingressi, sebbene in diminuzione del 2% su base annua.
L’andamento dei settori: chi sale e chi scende
L’analisi del bollettino Excelsior-Unioncamere, elaborata per la regione dal Centro Studi della Camera di Commercio Pordenone-Udine, evidenzia trend molto diversificati tra i vari comparti economici.
Il commercio subisce la contrazione più netta con 320 ingressi previsti in meno, mentre risultano in forte aumento i servizi di alloggio, ristorazione e turismo, che crescono del 7,5% con 100 entrate aggiuntive. Segno positivo anche per i servizi alle persone e quelli alle imprese.
Nel settore industriale le previsioni restano stabili con 2.870 entrate: a fronte di un lieve calo della manifattura, si registra la crescita delle costruzioni che segnano un incremento del 5,3%. In forte sofferenza il settore primario, che prevede l’attivazione di 360 contratti, ovvero 150 in meno rispetto a febbraio dello scorso anno.
La criticità del reperimento: il mismatch in regione
A febbraio la quota di entrate di difficile copertura in Friuli Venezia Giulia raggiunge il 55,9%, un valore superiore di quasi dieci punti rispetto alla media nazionale del 46,6%. La difficoltà è legata principalmente alla carenza di candidati.
Tra le professioni ad alta specializzazione, le imprese faticano a trovare soprattutto specialisti nelle scienze della vita, con un tasso di difficoltà del 89,7%, e professionisti qualificati nei servizi sanitari e sociali con il 84,4%. La carenza di manodopera è critica anche tra gli operai specializzati: mancano addetti alle rifiniture delle costruzioni per il 87,2%, fonditori e saldatori per il 83,5% e addetti al mantenimento delle strutture edili per l’80%.
Le strategie: formazione, welfare e nuovi flussi
Il presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine, Giovanni Da Pozzo, ha sottolineato l’importanza di supportare i settori in crescita. “Il dato dei servizi e del turismo è sempre molto interessante: ci dà conto, anche dal punto di vista delle assunzioni, di una crescita che continua in questi anni e che dobbiamo supportare anche con la preparazione dei giovani con una formazione di alta qualità. Il ruolo degli Its – anche con il nuovo corso in partenza il prossimo anno scolastico all’Its Academy, che si innesta proprio su questo settore -, è un importante passo in questa direzione”, ha commentato Da Pozzo.
Antonio Paoletti, presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia, ha invece posto l’accento sulla composizione della forza lavoro prevista, segnalando che il 31% delle assunzioni riguarderà giovani under 30 e il 28% personale immigrato. “Questi dati confermano quanto stiamo da tempo sostenendo, ovvero la necessità di intervenire sui salari e sul welfare a favore dei giovani che decidono di rimanere o venire in Friuli Venezia Giulia per lavorare e, dall’altro, sull’importanza di creare percorsi formativi e professionalizzanti per le persone che arrivano da Paesi extra Ue a cercare occupazione in Friuli Venezia Giulia”, ha rilevato Paoletti.




