Liste d’attesa in Fvg, una visita su tre è ancora fuori tempo, migliorano gli esami

Le prestazioni specialistiche erogate in Friuli Venezia Giulia rispettano più spesso i tempi previsti rispetto allo scorso anno, ma sia per le prime visite sia per gli esami diagnostici il dato resta sotto la media nazionale.

È quanto emerge dal monitoraggio Agenas relativo al periodo gennaio-settembre 2026: nonostante i miglioramenti, nella nostra regione una visita su tre “sfora” ancora i tempi.

Liste d’attesa, il Fvg sotto la media nazionale

A livello italiano, nei primi nove mesi del 2026 il rispetto dei tempi per le prime visite è salito al 78,6%, rispetto al 76,9% del 2025. Il Friuli Venezia Giulia, con il 67,8%, contro il 64,2% dello stesso periodo del 2025, resta quindi a 10,8 punti percentuali dalla media nazionale. Il miglioramento è di 3,6 punti percentuali ma il Fvg rimane nella parte “bassa” della classifica.

Il quadro è migliore per gli esami diagnostici. In Fvg la quota di prestazioni erogate nei tempi è passata dal 76,8% del periodo gennaio-settembre 2025 all’80,7% dei primi nove mesi del 2026, con un incremento di 3,9 punti. Il dato colloca la regione nella fascia tra l’80 e l’89%, pur rimanendo al di sotto della media italiana, che ha raggiunto l’85%, in crescita rispetto all’83,3% dell’anno precedente.

In Italia aumentano le prestazioni erogate nei tempi

Nel complesso, tra gennaio e settembre 2026 le prenotazioni monitorate a livello nazionale sono aumentate da 19,7 a 21,8 milioni, circa il 10% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Le prime visite specialistiche sono passate da 11,3 a 12,3 milioni, con una crescita dell’8,3%, mentre gli esami diagnostici sono saliti da 8,4 a 9,5 milioni, segnando un aumento del 13,3%.

L’incremento dei volumi si accompagna a un miglioramento del rispetto dei tempi. Per le prime visite la quota di prestazioni erogate entro la soglia prevista è salita dal 76,9 al 78,6%; per gli esami diagnostici è passata dall’83,3 all’85%. Parallelamente, la quota di prime visite erogate oltre il tempo garantito è scesa dal 18,9% al 17,2%; per gli esami diagnostici è diminuita dal 12,9% all’11,4%.

Le differenze tra prestazioni e priorità

Il monitoraggio, a livello italiano, mostra risultati differenti a seconda del tipo di prestazione e della priorità assegnata. Per le prime visite oncologiche il rispetto dei tempi è salito dal 93,8% al 95,3%. Migliorano anche le prestazioni di fisioterapia, passate dal 79,3% all’83%, quelle di gastroenterologia, dal 71,2% al 73,8%, e quelle di pneumologia, dal 79,7% all’82,1%. Progressi si registrano anche per la dermatologia, dal 65,8% al 69,9%.

Tra gli esami diagnostici, la quota di colonscopie effettuate nei tempi è aumentata dal 62,8% al 69,3%, quella delle gastroscopie dal 68,6% al 72,6%, mentre per l’ecografia mammaria si è passati dal 78,3% all’82%. L’ecografia dell’addome è salita dall’84,7% all’87%.

Per le prestazioni urgenti, che devono essere garantite entro tre giorni, il rispetto dei tempi a livello nazionale è passato dal 78,8% all’81,7% per le visite e dal 74,2% al 77,3% per gli esami. Per quelle brevi, da eseguire entro dieci giorni, i valori sono cresciuti dal 78,2% all’80,6% per le visite e dal 76,5% al 78,2% per gli esami.

“Il Bollettino conferma un trend di miglioramento diffuso, segno di un impegno significativo di tutto il Servizio Sanitario sul tema delle liste d’attesa”, ha dichiarato Angelo Tanese, direttore generale di Agenas. La piattaforma di monitoraggio, ha aggiunto, è uno strumento utile per individuare le criticità e valutare l’effetto degli interventi, ma «conoscere i numeri, seppur necessario, non basta»: serve un confronto costante con le Regioni sulle azioni da intraprendere.

Il nuovo Piano nazionale per il governo delle liste d’attesa 2026-2028 è entrato in vigore il 24 agosto 2026. Dal primo gennaio 2027 le categorie di prestazioni monitorate passeranno da 55 a 114, con l’obiettivo di ampliare il controllo e rendere più puntuale la valutazione delle criticità.