I contributi per imprese e professionisti colpiti dal maltempo del novembre 2025
Sono operative le modalità per accedere ai contributi destinati alle attività economiche danneggiate dagli eventi meteorologici che, il 16 e 17 novembre scorso, hanno colpito le province di Gorizia e Udine. La misura riguarda imprese non agricole e liberi professionisti che hanno subito danni diretti e punta a sostenere la ripresa del tessuto produttivo nei Comuni interessati dalla calamità.
A renderlo noto è il consigliere regionale Diego Bernardis, del gruppo Fedriga presidente, che parla di “una risposta attesa e necessaria per dare certezze a chi, nonostante le pesanti difficoltà, ha scelto di non fermarsi e di continuare a investire sul nostro territorio”.
Il contributo per le attività danneggiate
La linea di intervento prevede un contributo pari al 50% della spesa ammissibile, con un limite massimo che può arrivare fino a un milione di euro. I ristori potranno coprire non solo gli interventi di ripristino strutturale e funzionale degli immobili danneggiati, ma anche la sostituzione di macchinari, attrezzature, scorte, arredi e beni mobili registrati compromessi dagli eventi meteorologici.
Tra le voci ammissibili rientra anche la perdita di reddito dovuta alla sospensione totale o parziale dell’attività, per un periodo massimo di sei mesi dalla data dell’evento calamitoso. Un aspetto considerato particolarmente importante per quelle realtà che, a causa dei danni subiti, hanno dovuto rallentare o interrompere la propria attività.
Anticipo fino al 50% del contributo
“Di particolare importanza è inoltre la possibilità di richiedere un’erogazione anticipata fino al 50% del contributo concesso”, sottolinea Bernardis. Secondo il consigliere regionale, si tratta di uno strumento fondamentale per garantire liquidità immediata alle aziende e accelerare i tempi della ripartenza.
La misura si inserisce nel percorso di sostegno avviato dalla Regione fin dalle prime ore dell’emergenza. Dopo i primi interventi rivolti ai cittadini, con il contributo di autonoma sistemazione e i ristori per beni mobili e veicoli privati danneggiati, l’attenzione si è progressivamente estesa anche al mondo produttivo e agricolo.
“Con la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale e l’attivazione di fondi specifici per il comparto agricolo – ricorda Bernardis – si è cercato di non lasciare indietro nessuna realtà colpita, dai proprietari di abitazioni fino ai viticoltori del Collio e delle aree limitrofe”.
Chi può presentare domanda
I beneficiari della misura sono le imprese non agricole e gli esercenti una libera professione con sede legale e/o operativa attiva nei territori dei Comuni colpiti dagli eventi calamitosi individuati dai provvedimenti regionali di Protezione civile.
Le domande possono essere presentate dalle ore 9 dell’11 maggio 2026 fino alle ore 16 del 30 giugno 2026. Per ogni sede danneggiata dovrà essere inoltrata una domanda distinta. Nel caso in cui vengano presentate più richieste per la stessa sede, sarà considerata valida l’ultima inviata in ordine cronologico.
La domanda potrà essere presentata anche da un soggetto terzo, compilando l’apposita sezione della procedura online. L’istanza si considera sottoscritta e inoltrata al momento della convalida finale, dopo la quale il sistema invia automaticamente una mail di conferma.
Perizia o relazione dei danni
La documentazione da allegare varia in base al regime di aiuto e all’entità della spesa indicata. Se il contributo viene richiesto in regime de minimis e la spesa è pari o superiore a 40mila euro, oppure se viene richiesto nell’ambito dell’articolo 50 del regolamento europeo 651/2014, è necessaria una perizia asseverata redatta da un professionista abilitato.
Per le richieste in regime de minimis con spesa inferiore a 40mila euro è invece sufficiente una relazione semplice dei danni subiti, secondo il modello predisposto dalla Regione. Possono inoltre essere allegate documentazione fotografica geolocalizzata e l’eventuale documentazione relativa agli indennizzi assicurativi percepiti.
Le spese che possono essere ristorate
Tra gli interventi ammissibili figurano il ripristino strutturale e funzionale degli immobili, delle pertinenze e delle aree esterne necessarie all’accesso o alla fruibilità dei fabbricati. Sono inoltre ristorabili il ripristino o la sostituzione di macchinari e attrezzature, l’acquisto di scorte di materie prime, semilavorati e prodotti finiti danneggiati, oltre agli arredi dei locali ristoro, agli elettrodomestici e ai beni mobili registrati.
Possono essere indicati anche gli impianti mobili e immobili del ciclo produttivo danneggiati dagli eventi meteorologici. A fini ricognitivi, e per l’eventuale assegnazione di ulteriori risorse, potranno essere esposte anche le spese per l’affitto di un altro immobile o di una soluzione temporanea, la ricostruzione o l’acquisto di un nuovo immobile e i premi assicurativi contro i danni da eventi naturali versati nel quinquennio precedente.
La scadenza del 30 giugno
Bernardis invita tutti gli interessati a consultare il bando completo sul sito della Regione Friuli Venezia Giulia. “Le domande potranno essere presentate fino al 30 giugno 2026 – conclude il consigliere regionale –. La priorità resta quella di tutelare il tessuto produttivo del Friuli Venezia Giulia, assicurando alle realtà colpite dal maltempo gli strumenti necessari per tornare pienamente operative e continuare a generare valore per il territorio”.
