Le proteste pacifiche sono legittime e le ragioni dei manifestanti meritano attenzione, perché il problema del potere d’acquisto esiste ed è concreto. È la posizione del presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, espressa oggi, 30 ottobre, rispondendo alle domande dei giornalisti sulle manifestazioni organizzate in occasione dello sciopero generale.
A Trieste circa 4.500 persone hanno partecipato al corteo partito dal porto e conclusosi in piazza Libertà, dopo aver attraversato il centro cittadino.
“Tutte le manifestazioni che vengono fatte in forma pacifica vanno benissimo, anzi sono assolutamente da valorizzare e i manifestanti sono giustificati sicuramente perché esiste un problema di potere d’acquisto, è assolutamente vero”, ha dichiarato Fedriga rispondendo a una domanda sulle mobilitazioni.
Un problema che, secondo il governatore, non riguarda soltanto l’Italia, ma coinvolge più in generale i Paesi occidentali. “Se si guarda negli stessi Stati Uniti oltre che in Europa, in Francia e in Germania”, ha osservato.
Fedriga ha quindi richiamato l’attenzione sul rischio di un progressivo impoverimento della classe media. “Sicuramente abbiamo il rischio di un impoverimento della classe media che dobbiamo affrontare in modo molto concreto con un coinvolgimento delle istituzioni, delle parti datoriali e delle parti sindacali”, ha concluso.
Un concetto che aveva espresso anche pochi giorni fa al Festival delle Regioni: “Dobbiamo intervenire per tutelare il potere d’acquisto della classe media – aveva detto -, e impedire che una fascia di popolazione che negli anni passati ha potuto contare su un tenore di vita tranquillo venga progressivamente trascinata verso condizioni di maggiore difficoltà. È una sfida che deve coinvolgere le Regioni, il Governo e anche il livello europeo”.
In 4.500 al corteo per lo sciopero generale a Trieste
Le parole del presidente Fvg arrivano nel giorno della mobilitazione che ha portato in strada circa 4.500 persone a Trieste secondo la Questura e oltre il doppio secondo gli organizzatori. Il corteo, organizzato nell’ambito dello sciopero generale, è partito dal varco 4 del porto con circa 3mila partecipanti. Lungo il percorso, attraverso il centro cittadino, si sono aggiunti altri gruppi di manifestanti.
In testa alla mobilitazione il sindacato USB, che ha lasciato spazio agli interventi dei rappresentanti degli studenti e dei lavoratori di aziende del territorio in difficoltà, tra cui Electrolux.
Tra i temi al centro della protesta il caro vita, il potere d’acquisto, le risorse per la scuola e il sostegno ai settori economici in crisi. Sotto i riflettori anche le difficoltà dei giovani, tra chi fatica a trovare un impiego e chi non riesce ad acquistare casa. Non sono mancati gli slogan contro le spese militari e gli investimenti destinati al riarmo.
La manifestazione si è conclusa in piazza Libertà, davanti alla stazione ferroviaria, presidiata dalle forze dell’ordine per motivi di sicurezza. Nel corso del corteo, USB ha ribadito più volte il carattere pacifico della protesta e ha annunciato che la mobilitazione proseguirà: “Non ci fermiamo comunque qui, questo è l’inizio di un autunno caldo, perché dobbiamo fare sentire la nostra voce per cambiare il Paese”.

