Acceso confronto in Consiglio regionale ieri mattina attorno alla proposta di legge destinata a prorogare l’attività lavorativa dei medici over 70, in risposta alla cronica carenza di personale sanitario. Dopo un avvio all’insegna dell’urgenza, la maggioranza ha fatto marcia indietro, rinviando tutto al 2 febbraio. E l’Aula si è trasformata in un campo di battaglia politico.
L’idea, lanciata dalla Giunta regionale, era quella di inserire l’emendamento all’interno della legge sul carburante per consentire ai medici in pensione di continuare a lavorare, sia nella medicina generale che negli ospedali, per altri due anni anche oltre i 70 anni di età. La mossa è apparsa fin da subito come una soluzione tampone a un problema di portata nazionale, visto che la norma non era stata prorogata.
Dal centrodestra Poi, a sorpresa, poco dopo l’ora di pranzo, la retromarcia: niente emendamenti dell’ultimo minuto. La maggioranza ha annunciato che la proposta sarà presentata come legge urgente il prossimo 2 febbraio.
Ma la giravolta ha offerto il fianco alla risposta sarcastica delle opposizioni. È stato infatti presentato un emendamento “fotocopia” della proposta, che è stato bocciato dalla stessa maggioranza che ne aveva sostenuto l’urgenza solo poche ore prima. Il risultato è un nulla di fatto. Nessuna norma approvata, tempi ancora dilatati e, sullo sfondo, la situazione critica della sanità regionale, alle prese con una grave carenza di medici, soprattutto nei reparti e nella medicina territoriale.
Sanità nel Medio Friuli: Moretuzzo: “Situazione grave, si intervenga subito”
“La mancata approvazione, durante la seduta del Consiglio regionale di ieri (15 gennaio 2026), di una norma che permetta di affidare degli incarichi a medici in pensione è un fatto grave che aggrava la situazione di emergenza che vivono le Comunità del Medio Friuli. La Giunta regionale e la maggioranza se ne assumano la responsabilità e provvedano subito a porre rimedio“, ha commentato il Capogruppo in Consiglio regionale di Patto per l’Autonomia-Civica FVG, Massimo Moretuzzo, che ieri ha interrogato l’Assessore Riccardi sulla situazione dei medici di medicina generale nel Medio Friuli.
“Dopo l’errore clamoroso fatto dal Governo statale che non ha prorogato la norma vigente fino al 31 dicembre scorso e che permetteva di contrattualizzare medici in quiescenza, cui ora il Ministro Ciriani dice di voler porre rimedio – prosegue Moretuzzo – il centrodestra ha combinato un altro enorme sbaglio: prima l’Assessore Riccardi ha annunciato sulla stampa che avrebbe presentato un emendamento alle norme in discussione ieri, peraltro con una notevole forzatura procedurale per la quale aveva chiesto e ottenuto il sostegno dell’opposizione, poi la maggioranza ha deciso che questa cosa non era poi così urgente e che si può anche aspettare qualche settimana. Una clamorosa smentita dell’Assessore, evidentemente impallinato dalla sua stessa maggioranza, e uno schiaffo a tutte le migliaia di persone del Medio Friuli e della Bassa Friulana che sono senza medico di base e non hanno nessuna risposta alle loro richieste”.
«Dopo 8 anni di governo Fedriga è tempo che la Giunta si prenda le proprie responsabilità, senza scaricare su altri le colpe di un sistema che sta drenando sempre più risorse ed è lontano da risolvere criticità sempre più gravi. Nel Medio Friuli mancano almeno 3 medici di base, il 13 gennaio scorso al distretto sanitario sono dovute intervenire le forze dell’ordine per mantenere la calma fra le persone esasperate da una situazione insostenibile, nonostante gli sforzi dell’Amministrazione comunale e della dirigenza del Distretto, che stanno facendo del loro meglio. La Casa di Comunità di Codroipo non è ancora stata attivata e l’Ospedale di Comunità, inaugurato il 25 ottobre scorso, per ora ha visto solo il trasferimento di 20 posti della RSA (che prima erano 24, quindi con una diminuzione di 4 unità) e non c’è ancora traccia dei 12 posti di hospice e degli 8 posti di SUAP (Speciale Unità Assistenza Protratta). Mi auguro che chi ha la responsabilità di governo metta in atto subito tutti gli strumenti a disposizione per trovare una soluzione. Per parte nostra, come abbiamo dimostrato anche in occasione del Consiglio regionale di ieri, siamo disponibili a collaborare per risolvere una situazione che non è accettabile».




