Nuove regole per dichiarare la positività al Covid in Fvg: ora basta il test rapido

La nuova direttiva sulla positività con test rapido.

I test rapidi antigenici positivi, effettuati dal Servizio sanitario regionale e da tutte le strutture pubbliche e private autorizzate, non necessiteranno della conferma del tampone molecolare per la diagnosi dell’infezione da Covid-19. Inoltre, il test antigenico negativo su soggetti sintomatici avrà bisogno della conferma di un tampone molecolare a distanza di 2-4 giorni solo sulla base di una valutazione clinica ed epidemiologica del caso.

Queste le novità introdotte dalla circolare della Direzione Salute della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia inviata alle strutture sanitarie del territorio. Lo ha comunicato il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, il quale ha spiegato come questo provvedimento sia il recepimento da parte dell’Amministrazione regionale della recente direttiva del Ministero avente ad oggetto “Aggiornamento sulle misure di quarantena e isolamento in seguito alla diffusione a livello globale della nuova variante Omicron“.

Come ha sottolineato Riccardi, si tratta di una semplificazione che va incontro alle difficoltà che si stanno riscontrando su tutto il territorio nazionale a causa dell’alta diffusibilità della variante Omicron, la cui presenza in regione nelle ultime rilevazioni è stata stimata attorno al 30 per cento.

“Il più che significativo numero di nuovi contagi, senza al momento un aumento delle ospedalizzazioni grazie ai vaccini, rappresenta – ha detto il vicegovernatore – un elemento di pressione sull’attività dei Dipartimenti di prevenzione. Questo rischiava di aggravare il disagio dei cittadini per i tempi di attesa dei test e la conseguente durata della quarantena. Relativamente a ciò, la scelta adottata viene incontro a queste esigenze in un quadro emergenziale complicato, anche in Friuli Venezia Giulia, dalla capacità di trasmissione che la nuova variante sta confermando di avere“.

La circolare regionale, infine, rimarca la necessità che tutti i soggetti autorizzati all’esecuzione dei test antigenici garantiscano l’inserimento dei dati relativi alle positività rilevate nei sistemi informatici regionali al fine di permettere la tempestiva presa in carico dei pazienti.

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