Il Friuli Venezia Giulia sta vivendo una vera e propria “febbre dell’olio”, ma la corsa verso l’eccellenza rischia di frenare davanti a un ostacolo: la mancanza di personale qualificato. Durante il convegno “L’olio EVO del Friuli Venezia Giulia: qualità, sapori e salute” al Trieste Convention Center, il messaggio è stato netto: per consolidare la filiera non bastano gli ettari, servono formazione e competenze tecniche.
Crescita record: piante raddoppiate in tre anni
I numeri presentati alla fiera Olio Capitale descrivono un settore in salute e con una voglia di crescere che non teme il clima settentrionale. Bruno Della Vedova, presidente del Consorzio Produttori Olio EVO del Friuli Venezia Giulia, ha mostrato una progressione impressionante.
“In pochi anni il settore ha compiuto passi significativi: dalle prime 10 imprese e 10.000 piante nel 2023 si è passati oggi a 42 imprese, oltre 22.000 piante e circa 60 ettari coltivati – ha dichiarato Della Vedova -. L’obiettivo è arrivare a 100 imprese e 100 ettari per rendere la filiera economicamente solida, ma oggi la vera sfida è la formazione. Servono più addetti ai lavori e più tecnici per gestire questo sviluppo”.
L’extravergine come farmaco: la voce dei medici
Il tema della salute è stato approfondito dalla dottoressa Roberta Pinzano, che ha ricordato come l’olio extravergine rappresenti un vero alimento nutraceutico, vale a dire un “farmaco naturale”. L’EVO è infatti ricco di grassi monoinsaturi e di acido oleico, che costituisce dal 55 all’80% della sua composizione, ed è particolarmente apprezzato anche per la presenza di polifenoli, potenti sostanze antiossidanti.
Questi composti contribuiscono a ridurre lo stress ossidativo, proteggere l’organismo dalle patologie cardiovascolari e contrastare i processi infiammatori, rendendo l’olio extravergine un elemento fondamentale della dieta mediterranea e di uno stile alimentare sano.
Dall’assaggio alla tavola: la ricerca della perfezione
Perché l’olio diventi davvero un valore aggiunto, la qualità deve essere certificata e raccontata. Giacomo Cecotti, capo panel della Camera di Commercio Venezia Giulia, ha ribadito che la qualità dell’EVO dipende dalle pratiche di raccolta e trasformazione, passaggi dove la competenza tecnica fa la differenza tra un prodotto comune e un’eccellenza. Un concetto ripreso da Alberto Scaglio del ristorante “Ai Fiori” di Trieste: per la ristorazione di qualità, l’olio è lo strumento per esaltare i piatti e narrare l’identità del territorio ai propri clienti.
Il piano d’azione: IGP e nuove competenze
La strada per il futuro è segnata da obiettivi ambiziosi e necessità urgenti. Da un lato il percorso verso l’IGP regionale e il rafforzamento dell’asse con Veneto e Slovenia; dall’altro l’esigenza di investire in formazione tecnica, innovazione, mappatura dei territori e raccolta dei dati, strumenti fondamentali per accompagnare lo sviluppo del settore. di investire in innovazione e mappatura dei territori.
